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Schiaffo al soldato
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Lo schiaffo del soldato, in messinese "a moffa o suddatu", era un gioco molto diffuso e molto divertente da praticare con una numerosa compagnia. Un solo giocatore, estratto a sorte, si posizionava di spalle, con gli occhi coperti e il palmo di una mano rivolto verso gli altri partecipanti; uno di questi colpiva la sua mano con uno schiaffetto e, a quel punto, il giocatore doveva girarsi e indovinare di chi si trattasse. Se indovinava, il giocatore 'colto sul fatto' prendeva il suo posto; in caso contrario avrebbe dovuto riprovare.
Spesso, però, capitava che ci si mettesse d'accordo, usando questo gioco come 'arma' per prendere in giro un amico, continuando a sostenere che sbagliava anche quando in realtà indovinava.

Le origini del gioco si perdono nei secoli, ma è l'Italia che presenta le opere più antiche al riguardo. Sebbene conosciuto con vari nomi, presumibilmente varianti del ludo, troviamo la sua rappresentazione in dipinti e affreschi come ad esempio, il ciclo di Villa La Pelucca di Bernardino Luini (1520 circa). Di seguito, forse ispirata alle opere italiane del Rinascimento, la Francia esordisce con la serie dei Giochi di società di Jean-Honoré Fragonard (1775-1780 circa) e il dipinto ad olio di Paul Charles Chocarne-Moreau del 1901


 

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