(14/11/18) Una passeggiata guidata nel Centro Storico

  Consulta la guida turistica in pdf Messina città ...
Leggi tutto...

(09/11/18) Sistema politico della Repubblica Italiana vigente tra il 1948 e il 1994

  L'espressione Prima Repubblica è un termine giornal...
Leggi tutto...

(05/11/18) 50° anniversario dell'alluvione di Firenze

firenze E' l'alba del 4 novembre 1956 quando l'Arno inizia...
Leggi tutto...

(05/11/18) 11 novembre: usi, costumi e tradizioni per San Martino

L'11 novembre è San Martino. Il clima torna mite e il mo...
Leggi tutto...
Santi Lo Giudice : La torre del sapere
AddThis Social Bookmark Button

Il grande Professore Santi Lo Giudice è nato ad Antillo (Me)  nel 1946 e si è spento a Messina nell’agosto del 2014.

Il nostro maestro, sin dalla tenera età, ha dimostrato una grande attitudine agli studi classici  e in seguito si è dedicato allo studio della filosofia diventando nel 2009 ordinario di filosofia teoretica. In particolare, si è interessato alla figura del filosofo Nietzsche pubblicando alcune monografie di grande spessore scientifico.  Tutti quelli che lo hanno conosciuto  sono rimasti, sovente, incanti dal caratteristico modo di agire: razionale, emotivo, spontaneo, partecipe, attivo, simpatico, accogliente e sorridente, ma soprattutto rispettoso degli amici. Come un buon padre di famiglia, considerava gli studenti parte integrante di sé stesso e cercava di trasmettere loro la passione e la dedizione alla filosofia per comprender meglio il proprio mondo e quello degli altri. Grazie Santi, hai contribuito a migliorare la società ed ancor oggi ti ricordiamo con grande affetto.

In tuo ricordo ho composto questa poesia:

 

Un sogno svanito

(dedicata a Santi lo Giudice)

 

  • Io cerco tempo che fugge momento
  • e trovo la perla di un fiore sbiadito
  • ma l’orologio finisce la corsa
  • e Santino riposa nella valle ombrosa.
  •  
  • Un prato risorge sul vago ricordo
  • tra scorci d'oblio e tinger d’aurora
  • ma l’orizzonte s’era smarrito,
  • l’aquilone risale spedito.
  •  
  • Piangi pangea
  • sei lacrima di specie nel ramo d’attesa
  • a viver cipresso d’ascesa
  • e vien desiderio di ritornar al passato
  • ma Atropo il filo aveva tagliato.
  •  
  • Si sente il tuo spirito guida
  • proceder verso l’ignoto,
  • ma rimpiango la luna
  • passaggio nel vuoto,
  • dove rivive l’alba
  • che il tramonto tradisce
  • e tutto perisce.
  •  
  • O professore,
  • riuscirai a sradicar l’estinta radice
  • tra l’immane fatica e la via di fuggita?
  • Sei pronto a ritrovar Nietzsche nel limbo perduto
  • ad immortalar filosofia di tua
  • nuova scienza?
  •  
  • Col passar del tempo
  • la muraglia di vita
  • s’illuminerà nell’universo intero 
  • e si respirerà l’aria del mistero:
  • la tua aria, la tua melodia, la tua allegria
  • la tua filosofia razional ed emotiva,
  • orma di immane cultura
  • che sublima natura.
  •  
  • O fulgida luce mi scuoti la mente
  • ma dal nulla
  • può rinascer  sorgente?
  • Perché non riaccendi la fiamma
  • nel buio di sera
  • a rallegrar l’atmosfera?
  •  
  • Amico mio, 
  • passero solitario
  • che aleggi  nel cielo,
  • come foglia sparsa nel vento
  • tra l’echeggiar della tua voce,
  • segreta bellezza
  • di un sogno svanito.
  •                                                                            
                Antonino Condorelli

 

 

 

 

 


 
copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.