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Abbiamo pianto con...Marcellino pane e vino
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Con questo film è cresciuta la generazione anni '55 '60, ed è per questo motivo che vi propongo questi spezzoni in ricordo di quei momenti emozionamti trascorsi al cinema con i nostri genitori.

"Marcellino pane e vino" è un film del 1955 diretto da Ladislao Vajda, presentato in concorso all'8º Festival di Cannes.

Il protagonista del film, Pablito Calvo, all'epoca aveva solo sei anni.

Nel 1958 il protagonista del film Pablito Calvo recitò in un film con Totò che sin dal titolo richiamava al film spagnolo (Totò e Marcellino, diretto da Antonio Musu).

Il film è tratto dal romanzo di José María Sánchez Silva "Marcelino Pan Y Vino" il cui autore si è ispirato ad una storia realmente accaduti in quegli anni.

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La tenerezza di Marcellino

Trama del fim

Nel giorno di San Marcellino, in Spagna, un frate francescano si reca in paese per andare a visitare una bambina gravemente malata, mentre tutto il paese sta salendo la collina per andare al convento sulla tomba di san Marcellino; il frate inizia a raccontare la storia del convento e di Marcellino. Finita la sanguinosa guerra combattuta tra francesi e spagnoli, tre frati francescani chiedono al sindaco, don Emilio, di poter riassestare il vecchio castello per riadattarlo a convento; il sindaco dà il consenso e tutta la popolazione aiuta i tre frati nell'intento. Dopo poco tempo il convento è costruito ed inaugurato.

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La scena del temporale

Una mattina però, il frate portinaio trova alla porta un cestino con dentro un neonato che piange, poiché ha fame e sete; i frati lo battezzano e gli danno il nome di "Marcellino", poiché è il giorno di san Marcellino. I frati vorrebbero affidarlo a qualche famiglia, ma nessuno è in grado di mantenere un altro figlio, viste le condizioni di miseria in cui viveva la popolazione spagnola. Passano gli anni e Marcellino è un bambino di sei anni robusto e forte e tratta tutti e dodici i frati come dodici padri, ma sente molto la mancanza di una figura materna, infatti fa ai frati molte domande sulle mamme.

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Il finale del film

Portato da un fraticello alla fiera paesana, distrugge la fiera; così il nuovo sindaco, da sempre contrario all'opera di bene fatta da don Emilio, emette uno sfratto ai danni dei frati. Un giorno Marcellino, disubbidendo a frate Tommaso (chiamato da Marcellino "fra Pappina"), trova nella vecchia soffitta un crocifisso. Vedendo il Cristo della Croce molto magro, immagina che abbia fame e decide di portargli soavemente da mangiare e da bere. Avviene il miracolo: il corpo del Cristo crocifisso si anima per ricevere il pasto offerto, rivolgendo anche la parola a Marcellino che, avendo trovato, nella fretta, solo pane e vino, lo dà comunque a Gesù, che lo soprannomina giocosamente ”Marcellino Pane e Vino“.

Pochi giorni prima dello sfratto, Marcellino va a parlare con Gesù delle mamme, esprimendogli il desiderio di vedere la sua mamma e dopo anche la Madonna, al che Gesù fa candidamente morire Marcellino nel sorriso innocente e sereno di un bambino, e lo manda in cielo a conoscere i genitori. Frate Tommaso, che aveva assistito di nascosto al miracolo, contristato chiama tutti i frati al cospetto del Signore, a vedere Gesù scendere dalla Croce per far morire beatamente il piccolo Marcellino, per poi risalirvi.

Tutta la gente del paese accorre al miracolo, e così, ogni anno, la popolazione si reca sulla tomba di ”Marcellino Pane e Vino“, in segno di devoto rispetto.

Il grande Totò girò un film con Pablito Calvo : Totò e Marcellino, un film del 1958 diretto da Antonio Musu ed è un chiaro riferimento al protagonista del film Marcellino pane e vino (1955).

Trama

Per sfuggire a un commerciante a cui aveva rubato del cibo in scatola, un ladruncolo chiamato «il Professore» si finge zio di Marcellino, un orfanello di 8 anni che sta seguendo il funerale della mamma. Il Professore finisce per ospitare Marcellino nella sua abitazione: un vecchio tram in disuso. Marcellino, dopo aver visto che non c'è posto per tutti e due, decide di ospitare suo "zio" nella casa che ha ereditato. I due diventano amici ed il Professore finisce per affezionarsi all'orfanello.

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Quando Alvaro, il vero zio, scopre che il nipote ha ereditato una casa dalla madre, ottiene che il bambino vada a vivere con lui e lo costringe a chiedere l'elemosina insieme ad altri ragazzini. Marcellino si trova a vivere umiliato e maltrattato dalla nuova "famiglia".

Il Professore scopre l'ignobile attività di Alvaro e per riavere Marcellino decide di cambiar vita e di lavorare onestamente come banda umana ambulante. Escogita inoltre un trucco per smascherare e far arrestare Alvaro che progettava di sposarsi per essere sicuro di ottenere la casa dal giudice.

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Nel frattempo Marcellino fugge: gli hanno fatto credere che la mamma sia finita all'inferno perché è morta senza confessarsi e lui vuole a tutti i costi commettere una cattiva azione così potrà raggiungerla. Decide così di dar fuoco alla casa del Professore rischiando però di morire anche lui. Il Professore arriva giusto in tempo a salvarlo e gli spiega che sua madre è sicuramente in paradiso e che per rimanerci Marcellino dovrà comportarsi bene.

 


 

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