(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Il Porto lottizzato
AddThis Social Bookmark Button

Nell'Aprile 2014, concludevo lo scritto "Il Porto incatenato" (vedi al seguente collegamento), con "…Ed altro ancora…".

Continuo, sottolineando la nuova destinazione d'uso che ha già radicalmente cambiato la funzione del Porto di Messina; non più luogo di momentanee aree di stoccaggio di merci in attesa di imbarco, le banchine sono perennemente invase da automobili in sosta.

È vero, i tempi sono cambiati ed al posto del rumoroso rotolamento di botti profumate di essenza di agrumi, altra mercanzia e dei carri trainati da buoi è arrivato, subdolo e silenzioso, il diritto al posto auto; niente di meglio degli spazi altrimenti vuoti, visto che ormai, a e da Messina non c'è niente da spedire e da fare arrivare.

Nessun caloroso abbraccio accoglie i croceristi che scendono a terra per sgranchirsi le gambe, per poi raccontare di aver toccato i "Luoghi del Mito", come recitava un azzeccato slogan pubblicitario; nessuna lacrimuccia saluta il distacco di una imbarcazione dai moli, nessuna mistura di lingue è più necessaria per farsi capire per l'aggancio di una gomena, simpaticamente concentrata nelle battute: "Du iu spicchi Inglisc?.. Ja!...Ietta a codda!...".

Diventate Off Limits, dicono, per ragioni di sicurezza, le vaste banchine del Porto sono un luogo di confine fra la Città ed il Mare, con una recinzione simile ai muri perimetrali di un cimitero, che impediscono ai vivi di entrare ed ai morti di uscire.

Terra di tutti e di nessuno, al nostro Porto bisognava trovargli chi se ne prendesse cura e, come un'anteprima di affidamento dei patrimoni comuni, il più famoso quello "Universale dell'Umanità", nell'incertezza su cosa è meglio fare, i gestori di questa fetta di Città in disuso hanno trovato, con una cancellata, il sistema per mantenere alla larga i cittadini che vogliono respirare aria di mare, pulito o sporco che sia.

Cancelli, muri o filo spinato il messaggio resta sempre lo stesso: "Qui comando io e faccio entrare chi mi è simpatico". Di recente, spudorato oltre ogni limite ed ancora in vigore, è giunto un altro divieto applicato su alcune imbarcazioni della già esigua flotta delle Navi Traghetto: "Tutti i viaggiatori devono lasciare le vetture e la pancia della nave... ecc...." sempre per motivi di sicurezza.

Protetto sia da terra che in mare, al Porto di Messina non resta che piangere, usato come scalo tecnico da sculettanti e "dannivole" Navi da Crociera, abbandonato dai pescatori con canna e secchiello, prigioniero sotto osservazione continua con telecamere, vigilato speciale non si sa se cattivo lui o il Cittadino; così strutturato, come un labirinto di transenne mobili o permanenti, groviglio di ferraglia, lottizzazione metallica, anche la Rievocazione Storica dello Sbarco di Don Giovanni d'Austria deve accontentarsi di uno spazio esiguo, impedita a diventare una Festa di Mare.

Confesso che mi manca, non certo la puzza di pesce marcio, la possibilità di sbirciare in controluce i pesci del fondale, come in un acquario, all'ombra di una imbarcazione agli ormeggi... ed altro ancora, ma questa volta detto per chiudere definitivamente il discorso.

Ullo Paolo


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.