(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Nebbia, Mafia e Toponomastica
AddThis Social Bookmark Button

Con questo scritto esprimo il mio sdegno e disappunto alla Televisione di Stato, la quale, nell'annunciare e reclamizzare una programmazione di quella che oggi si chiama "fiction", ha usato termini e confronti, secondo me, denigratori e lesivi all'immagine della Regione Sicilia; non è necessario puntualizzare il titolo, per non diffondere ed incoraggiare alla visione di una sceneggiatura in cerca di pubblico e di picchi di "audience".

Mi pesa tantissimo che pubblicisti si permettano di paragonare il fenomeno mafioso ad una manifestazione meteorologica; il tono dello spot pubblicitario punta sulla ineluttabilità e rassegnazione e suona come un atto di irriverenza: " C'è chi deve fare i conti con la nebbia e c'è chi deve fare i conti con la mafia".

Questa è  la frase testuale: "L'Italia è varia: c'è chi ha la nebbia, l'acqua alta e chi la mafia".

Pur non negando l'esistenza di un'aberrazione mentale, che produce illegalità in tutte le sue manifestazioni, la popolazione che ne paga maggiormente lo scotto non può essere considerata vittima impotente, come di fronte ad una qualsiasi intemperia; altre degenerazioni nella vita sociale in altre Regioni non devono essere incollati come marchio indelebile e noi Siciliani possiamo inchinarci solo di fronte ad un'alluvione, un terremoto, una colata lavica e quant'altro si origina dalla forza della natura.

In passato, altre ignobili trovate hanno provato ad incollare a fenomeni di turpe e vile violenza l'attrattiva di uno spettacolo folcloristico, come può essere la danza dei Mamutones in Sardegna, una Tarantella Napoletana o una delle tante rievocazioni storiche in tutta Italia; ci ha provato, ma è stata subito zittita, un' Agenzia di Viaggi Londinese che reclamizzava vacanze in Sicilia con l'allettante possibilità di incappare, nel migliore dei casi da spettatori, in un conflitto a fuoco con lupare, fra contendenti vestiti di nero e coppola in testa.

Un contributo a perpetuare eventi luttuosi e delittuosi di qualsiasi etichetta, arriva dalla Toponomastica cittadina come segno di riconoscenza al sacrificio di Persone nell'adempimento del proprio dovere nella Società; fra le intitolazione di strade, piazze o luoghi pubblici, quelle dedicate per morti violente, più che l'assegnazione di gloria postuma, amplificano l'esecrabile gesto o avvenimento che le ha provocate.

A chi è consentito e si serve dei mezzi di comunicazione per descrivere anatomicamente, per immagini, storie poco edificanti, mando a dire con questo scritto, ma non nel senso di avvertimento, come si usa fra uomini d'onore, che la smetta di considerare la Sicilia un caravanserraglio di bestie rare, abitata da una popolazione indigena sempre pronta a difendersi o colpire ad ogni angolo di città o di un assolato muro a secco decorato da fichi d'India.

Ai cultori della Share televisiva a tutti i costi, consiglio, se sono veramente bravi, a cambiare filone e dedicare la loro professione e attenzione ad un'altra Sicilia, quella vera, come in passato hanno fatto Artisti che hanno avuto un posto nella Storia dello spettacolo; la nostra Regione, con il suo contributo alla Nazione, è quella che ha dato i natali ad importanti personaggi di tutte le Arti, a laboriose ed anonime persone impegnate in tutti i campi lavorativi. La Sicilia non è la Regione dei morti ammazzati, né dei viventi che, per uscire di casa, hanno da chiedere il permesso a "mammasantissima".

Ullo Paolo


 

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.