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Guernica a Santo Stefano di Briga
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di Paolo Ullo

L’itinerario è prestigioso e quando un quadro di Pablo Picasso, in una originalissima versione, trova collocazione in una viuzza o “vinedda” del Villaggio Santo Stefano di Briga, riempie di meraviglia e fa onore al luogo ed agli artisti che lo hanno realizzato. Prima di dedicare un elogio particolare a Giuseppe e Pippo, è meglio definire la genesi ed i trascorsi del capolavoro del grande Pittore Spagnolo Pablo Ruiz y Picasso ( Malaga, 25 Ottobre 1881 – Mougins, 8 Aprile 1973 ).


Riproduzione murale a grandezza naturale dell'opera originale della tela di
Pablo PIcasso

“Guernica” è un dipinto realizzato in memoria del 26 aprile 1937 per il bombardamento aereo dell'omonima Città Basca durante la Guerra Civile Spagnola. È un dipinto di protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale. Ha rappresentato la Spagna durante l'Esposizione Mondiale di Parigi del 1937; dopo l'esposizione, quando il Governo Repubblicano era ormai caduto, Picasso non permise che il suo dipinto più famoso venisse esposto in Spagna, dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del Franchismo.
Il dipinto venne ospitato per molti anni al Museum of Modern Art di New York e tornò in Spagna nel 1982, custodito nel Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia a Madrid. Soggetto a numerose riproduzioni, la più altamente simbolica si trova, sotto forma di Arazzo, nel corridoio davanti alla sala del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Mai e poi mai, neanche alla fantasiosa mente di Picasso, si poteva pensare che il “Guernica” sarebbe diventato un mosaico; a questa unica, inimitabile riproduzione, hanno dato anima e corpo “i due della Viniddazza”, Giuseppe e Pippo, ai quali va il merito di essersi espressi lontano da palcoscenici inebrianti. Gli artisti non hanno un luogo ben definito per manifestare la loro arte, alcuni troveranno posto sull’altare della notorietà, passando sotto l’impietosa lente di critici e mecenati interessati, non sempre mercenari del bello e del buon gusto; altri faranno gli artisti di strada, Giuseppe e Pippo hanno ristretto il campo ad “Artisti di Vinedda”, ma tutti artisti sono.
I veri artisti non hanno bisogno di clamore; li trovi, se ti aprono la porta, in laboratori polverosi ed un po’ disordinati. Io che dalla “Vinedda” del Guernica ci passo tutti i giorni, posso vantarmi di aver visto crescere un’opera d’arte a cielo aperto, lontano dai fasti dei Musei, nonostante sia una riproduzione; sono sicuro che sarebbe piaciuta a Pablo Picasso, anche con quella piccola ed importante variante di “Sopranowar” ed un titolo aggiuntivo: “Guernica, Guerra e Pace”.

Ullo Paolo


 

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