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La Pasta al Forno
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di Nuccio Anselmo

Tra le cose serie della vita un posto preminente lo occupa senza ombra di dubbio la pasta al forno, non sempre preparata secondo i sacri crismi di sancta messanae culinaria chiesa.

La domenica passata, essendo ospiti tradizionali del Resort Giorgianni, luogo ormai divenuto tappa obbligata di tanti marinai disperati e affamati, dopo i bagni ristoratori dell'afa insistente e insopportabile, intorno alle due del pomeriggio comparve improvvisamente sulla tavola, inaspettata notizia stravolgitrice del pranzo frugale preventivato tendente alle verdure insalatiere che il mais mi resta sullo stomaco e ve lo mangiate voi, dicevo comparve all'improvviso Lei, in teglia rigorosamente similacciaio rossastra esternamente un po' vissuta portatrice sana di tante infornate, preparata dalla Monna Tetti cuoca sublime.

E quindi, dopo la ritrosia iniziale pensando finalmente d'aver superato la comunanza obbligata con gli ortaggi dietetici solitari, in numerosi ci appropinquammo con ansia alla Regina del pranzo per congiungerci pastamente.

A Lei che ci guardava dall'alto della sua magia, con Catanesella liscia perfettamente assemblata e compatta, dotata di mirabile crosta superiore dorata tendente allo scuro, e una imponente meraviglia condimentesca posizionata perfettamente nei vari pianerottoli con grande cura. Non bisogna infatti mai avere fretta nell'adagiare uovo sodo, salame, prosciutto, melenzane, carne sfilacciata, pomodoral sugo, man mano che si avanza nella stratificazione del palazzo imperiale organolettico, e anche attendere eventuali assestamenti prima di procedere innanzi.

Ci vogliono ore ed ore, se non giorni. Dopo che la composizione paziente e impeccabile si è conclusa con successo, è la cottura il passaggio finale chiave, con quella croccantezza che deriva non da una fornificazione violenta, giammai, ma una deposizione dolce e lenta al calore.

La perfezione raggiunta nell'esemplare degustato domenica si può cogliere soprattutto nella sezione longitudinale che lo scrivente ha immortalato, mirabile esempio di compattezza, distribuzione di ingredienti, cottura. Non aggiungo altro, solo ancora tante grazie a chi la fece e a chi la pose inaspettatatamente sulla tavola rendendola cosa pubblica e aggredibile.
Le porzioni furono due e abbondanti.


 
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