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C'era una volta...la Festa dei Morti
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Nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un bambino si popolava di morti a lui familiari.

Non fantasmi con il lenzuolo bianco, non quelli che fanno spavento, ma quelli che si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, in camera da letto.

Prima di andarci a coricare era usanza apparecchiare la tavola e imbandirla con cibo e frutta per fare mangiare i nostri morti che scendevano sulla terra.

Noi bambini preparavamo la letterina ai nostri morticini chiedendo dolci e giocattoli e ci coricavamo con la speranaza che l'indomani al risveglio avremmo trovato sotto il letto quello che il nostro cuore desiderava trovare.


La frutta Martorana

Eccitati,un pochino preoccupati e impauriti faticavamo a prendere sonno, avremmo voluto vedere i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si abbassavano sotto il letto e posavano i dolci e i giocattoli.


Gli scardellini o ossa di morto

Ci svegliavamo di soprassalto all’alba per andare alla ricerca dei giocattoli e dei dolci perché i morti nascondevano accuratamente quello che ci portavano e bisognava cercare in casa.

I giocattoli erano trenini di latta,il Pulcinella nel bastone di legno che batteva i piattini, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi e a volte,anzi raramente, anche un meccano in ferro.I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta.


Le bancarelle con i giocatoli

Alle 11 andavamo con la famiglia al cimitero a salutare e a ringraziare i morti.
Per noi bambini era una festa, sciamavamo lungo i viali del Gran Camposanto per incontrarci con gli amici e con i compagni di scuola che subito ti domandavano: cosa ti hanno portato quest’anno i morti?

Poi lentamente i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato era una bella tradizione, in tutti i quartieri si montavano le bancarelle per vendere giocattoli e frutta martorana. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che legava il nostro passato a quella di chi ci aveva preceduto.

Anno dopo anno lentamente la festa dei morti è finita...è finita anche l'nventiva e la gioia di vedere i bambini sorridere quando trovavano quello che desideravano, uscivamo da una guerra e i tempi erano duri e difficili.

Oggi è cambiato tutto, tutto si è stravolto con il mondo digitale!


 
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