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I Re Magi
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La Lombardia è la terra che forse più di altre conserva il culto dei Re Magi.

A Milano, la mattina dell'Epifania, un imponente corteo in costume accompagna tre figuranti, che impersonano i Magi, dalla Basilica di Sant' Eustorgio al Duomo, dove l'arcivescovo presiede la messa solenne.

Un corteo in costume meno imponente si svolge a Legnano nel pomeriggio dell'Epifania e termina alla chiesa parrocchiale dei SS. Magi. Il luogo od i luoghi di partenza possono cambiare da un anno all'altro.

A Brugherio (in Brianza) si conservano importanti reliquiari, secondi solo a quelli di Milano e Colonia.

In alta Valtellina è diffusa una tradizione che prescrive, la mattina dell'Epifania, di salutarsi scherzosamente con il termine dialettale "Gabinàt" (o Ghibinet a Livigno). Probabilmente questa parola è una storpiatura del tedesco Gaben-nacht, "notte di doni", a ricordo dei doni portati dai Magi. Chi non risponde prontamente all'insolito saluto deve pagare il pegno e offrire un piccolo dono (era anticamente diffusa anche nella vicina medio-alta Val Camonica - vedi Prestine).


L'Adorazione dei Magi del Beato Angelico e di Filippo Lippi

A Casnigo in provincia di Bergamo, la tradizione dei Magi è fortemente sentita, tant'è che presso la Chiesa della Santissima Trinità (Casnigo) è presente, oltre che alle reliquie, il gruppo statuario dei Magi in terracotta policroma, collocato in un locale esterno all'aula quattrocentesca, può essere visto attraverso una larga finestra con inferriata che si apre sul lato nord dell'aula stessa. Ancora oggi la notte dell'Epifania parte dal Santuario un corteo in costume che si dirige in paese a portare i doni ai bambini. Almeno sino alla Seconda Guerra Mondiale, a Casnigo i doni li hanno sempre portati solo ed esclusivamente i Re Magi, non esistevano doni in occasione del Natale. Partivano dalla Chiesa della Santissima Trinità (Casnigo) cavalcando ognuno un cavallo di diverso colore: bianco per Melchiorre, nero per Baldassarre, baio per Gaspare e, scendendo lungo un ripido sentiero giungevano col buio in paese. I bambini non dovevano assolutamente vederli per cui andavano a letto molto presto, ma tenevano, finché non sopravveniva il sonno, le orecchie tese ad ascoltare ogni rumore che potesse rivelare l'arrivo dei Magi. In certe annate particolarmente brutte, dove i soldi erano pochi, i Re Magi non lasciavano il Santuario per la strada impraticabile.

Il mattino del 6 gennaio, festa dell'Epifania, la gente si recava al Santuario per le funzioni dove vi accorrevano anche persone provenienti dai paesi limitrofi i quali univano alla devozione il piacere di fare una gita e godersi il primo tiepido sole seduti sul muro del terrapieno. Era consuetudine consumare i doni, che solitamente erano un'arancia e un po' di frutta secca. Mentre al mattino salivano verso il santuario i bambini cercavano in alcuni posti ben precisi in cui, secondo la tradizione, i Re Magi si fermavano durante la discesa e frugavano nei cespugli alla ricerca di qualche piccolo dono perso dai Re Magi.


I magi in presenza di Erode

In Veneto e Friuli è diffusa l'usanza di accendere grandi fuochi nelle piazze dei paesi alla vigilia dell'Epifania (panevìn). Sicuramente si tratta di una tradizione che affonda le radici nelle credenze pre-cristiane legate al solstizio d'inverno (a seconda della direzione delle scintille si indovina come sarà l'anno che sta cominciando: "Se' e faive va al garbin, parecia 'l caro pa' ndar al muin. Se 'e faive va a matina, ciol su 'l sac e va a farina", "Se le faville vanno a sud-ovest, prepara il carro per andare al mulino. Se le faville si dirigono a oriente, prendi il sacco e vai a cercare farina"). Tuttavia la spiegazione popolare che viene data riferisce che questi fuochi servirebbero per far luce ai Magi nel loro viaggio alla ricerca della grotta della Natività. Intorno al fuoco si beve vin brulè (ottenuto dal vino bollito con chiodi di garofano e cannella) e si mangiano dolci tipici tra cui la pinza.


I Re Magi in viaggio scolpiti nella facciata del Duomo di Fidenza.
Sopra al bassorilievo i tre nomi: Caspar, Baltasar e Melchior.

Un'altra leggenda lombarda, di origine varesina, vuole che durante il trasporto da Milano a Colonia i corpi dei Magi siano transitati da Busto Arsizio, attraversando il borgo lungo contrada Savigo (oggi via Montebello). Qui i bustocchi dedicarono loro una porta, abbattuta nel 1880. Ancora oggi, alla vigilia dell'Epifania, questi fatti sono ricordati a Busto Arsizio con una festa nel corso della quale viene acceso un falò nei pressi del borgo di via Savigo. Il giorno seguente prende il via un corteo in costume che commemora sia il viaggio dei Magi verso Betlemme che il trasferimento dei corpi a Colonia.

A Bellano, in Provincia di Lecco, I Re Magi sono protagonisti il 5 gennaio di ogni anno della Festa della "Pesa Vegia", una ricorrenza che dal 1606 viene messa in scena dopo aver ottenuto il mantenimento di antiche unità di misura. I re Magi percorrono le vie del paese donando a tutti caramelle e nella giornata vengono ricreati in luoghi caratteristici del paese il Presepe Vivente, il castello di Re Erode e presso il molo medievale l'arrivo della delegazione spagnola dal lago, il tutto con oltre 200 comparse.

Ad Esino Lario in provincia di Lecco, nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale, in base ad un'antica tradizione ambrosiana, l'Epifania viene celebrata con un corteo con i Re Magi a cavallo per le vie del paese.

In Calabria, a Castrovillari, dopo anni di dimenticanza, è tornata in auge una vecchia tradizione: la Messa della Stella. Nella notte precedente la solennità dell'Epifania viene portata in processione una stella seguita da tre persone a cavallo travestite da Magi e dagli altri fedeli. Giunto il corteo presso la Basilica minore di San Giuliano, prima della celebrazione della messa, la stella viene posta su un cavo collegato a due carrucole che conducono la stella sul presepe. Finito questo rito, ha inizio la celebrazione liturgica, alla cui conclusione, nel piazzale antistante la chiesa, i casari del luogo, che durante la messa hanno prodotto la ricotta, provvedono alla sua distribuzione gratuita, come i pastori che accorsero presso la grotta della Natività si incaricarono di offrire i loro doni al Salvatore.


 
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