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La festa degli "Spampanati" la Domenica di Pasqua
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Retaggio di antiche tradizioni devozionali, la processione della Madonna e del Cristo Risorto che si svolge la domenica di Pasqua, con partenza dalla chiesa di  Maria SS. della Mercede in via Tommaso Cannizzaro, s'inserisce nel novero di una festa che in passato prendeva il nome degli “Spampanati”. 
Il motivo era quello  che le popolane del rione  (denominato “Portalegni” per via dell'antico “Jus lignandi” che qui esercitava la Curia Arcivescovile) facevano fra loro a gara nello sfoggio di coloratissimi indumenti sgargianti. Questa caratteristica policromia dell'abbigliamento femminile, dovuta all'antica usanza che avevano le donne del rione di salutare la Pasqua e la primavera smettendo gli abiti pesanti ed indossando i primi vestiti di cotone o di seta multicolori, spesse volte di gusto pacchiano e di sapore moresco, conferiva il nome alla festa.
“Spampanate”, infatti, apparivano così vestite le popolane agli occhi dei numerosi fedeli qui convenuti dalla città o “scasati di quarantottu casali”. Un tempo, di fronte e attorno alla chiesa, si assiepavano i banconi dei venditori di “giaurrina longa menza canna”(impasto di farina, miele ed essenze aromatiche)che ad alta voce, le vene gonfie sul collo abbronzato, “banniavano” con araba nenia la loro merce “sapurita e ianca comu 'a cira”, in rispetto all'antica etica professionale che dice: “'A robba banniata è menza vinnuta”.


 
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