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La via San Camillo “Strada dei Fotografi".
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 di Caramelo Micalizzi

Nella seconda metà dell’Ottocento, la breve ma importante arteria cittadina, nota anche come “via dei Crociferi” o “via delle Poste” era anche indicata come la “via dei fotografi” distinguendosi  per l’accentrata presenza di qualificati ateliers fotografici.

La trama topografica delle Fotografie Artistiche fondate a Messina tra la seconda metà dell’Ottocento e il 1908 coincide, tranne rare e motivate eccezioni, con il palinsesto urbanistico del centro storico.

Le botteghe dei fotografi sorgono lungo i principali assi viari che si articolano sugli archetipi della città burocratica, ludica, commerciale, religiosa. Sono pertanto individuabili in prossimità del Duomo, del Palazzo municipale, della Camera di Commercio e Arti, del Teatro Vittorio Emanuele; di frequente attigue alle sedi di Consolati, Compagnie di Navigazione, Società di Assicurazioni, Istituti di Credito.

Gli Stabilimenti fotografici dei proto-epigoni peloritani di Daguerre sono frequentabili, fino alla dissoluzione del Terremoto, sul corso Garibaldi, sulla strada dei Pianellari, in via San Giacomo, sul corso Cavour già strada dei Monasteri, sulla scesa Pozzoleone, sulla scesa Teatro Vittorio Emanuele, sulla strada Primo Settembre, sulla via Sant’Andrea Avellino, sulla via Latina, sulla via della Rovere, sulla via Placida, sulla strada della Pace. Emerge la peculiarità di alcuni Stabilimenti storicizzati dalla gestione, protrattasi in tempi successivi, da parte di più fotografi.

Lo Studio, ad esempio, della scesa Pozzoleone 21, negozio e laboratorio di Giovanni Benincasa e, per alcuni mesi, nel 1882, di Gustave Eugène Chauffourier e infine, nel 1885, di Raimondo Palermo; lo Stabilimento sul Corso Cavour 299 fondato da Pietro Regis, poi diretto dal torinese Vittorio Verza, e ancora da Raimondo Palermo e infine, negli anni ’90, da Carlo Rossi; lo Studio di via Primo Settembre 16 , gestito per circa un quindicennio da Francesco Colli e successivamente, dal 1896 da Antonino Cannovale e, agli inizi del ‘900, da Francesco Trischitta. In tale contesto un ruolo particolare palesa la via san Camillo, una breve e trafficata arteria cittadina, che univa con un lieve declivio, nella direzione mare-monte, la piazza del Municipio al Corso Cavour.

La strada era nota anche come via dei Crociferi, per la presenza, nell’angolo nord-ovest della piazza del Municipio, della antica chiesa dei padri camilliani. Il sacro edificio, scorporato nel 1866 dalla proprietà clericale con le cosiddette legge eversive, dopo diverse vicissitudini, spoliazioni, e progressivo degrado, fu demolito nel 1880 nel progetto di costruzione del palazzo della Camera di Commercio e Arti  e dell’edificio delle Poste.

Agli inizi degli anni ’70 vi fonda al numero civico 21 uno Studio il fotografo francese, forse originario della città di Bruge, Camillo Valvo a cui si associa, per quasi un biennio, il connazionale giovane fotografo parigino Jacques. Valvo e Jacques,  per dissapori con il proprietario dello stabile, trasferiscono successivamente lo Stabilimento, al numero civico 36 della stessa via presso il palazzo Di Giovanni, 2° piano.

Nel frattempo, nello Studio lasciato dai due francesi al numero civico 21 esordisce  Ledru Mauro successore di Jacques che, per quasi un trentennio, si configurerà come il più importante fotografo cittadino. Avendo Valvo e Jacques lasciato Messina, Mauro si insedia nello Studio di via San Camillo 36, in società con uno dei fratelli Nicotra, Francesco o forse Gaetano. Tra l’inverno del 1879 e la primavera del 1880 il fotografo si dissocia dal  Nicotra, inaugurando una nuova Fotografia Parigina al numero civico 56.

Alterne vicende tra Mauro e i fratelli Nicotra (ve n’era un terzo, Salvatore, che si interessava anch’esso di fotografia), legati tra l’altro da rapporti di parentela, portano alla ennesima comune gestione aziendale delle Fotografie riunite in via San Camillo 26. Non sono note le vicissitudini che indussero Ledru Mauro a gestire nel tempo, in quella stessa strada, indicata con la sinonimia toponomastica di via della Posta o via delle nuove Poste, come svelano i verso di alcuni coevi cartoncini fotografici, ai numeri civici 27 e 35. I retro di numerose cartes da visite segnalano inoltre la Premiata Fotografia Francesco Nicotra ai numeri civici 21 e 23.     

Anche il romano Luigi Cella, abile fotografo ritrattista, inaugura nel 1877 in via San Camillo 26 la fortunata Fotografia Romana. Lo stesso Studio è successivamente segnalato al numero civico 25, terzo piano. I verso dei cartoncini fotografici, sempre prodighi di preziose informazioni, palesano le trascrizioni: Fotografia Romana. Luigi Cella Editore Fotografo, via San Camillo 36; Fotografia Romana già Luigi Cella, via San Camillo 40, successivamente Fotografia Romana via della Posta 40.     

Pure l’intraprendente fotografo Francesco De Angelis conduce negli anni ’80 uno Stabilimento Fotografico in via Posta Nuova, rimpetto Dolceria Germanica, succursale in via Cardines 44 angolo quattro Fontane, poi in via della Posta 31, Succursale 23, e ancora in via della Posta Nuova 28.  

Nell’ultimo scorcio del secolo, sulla scia del prorompente successo di vendita delle cartoline illustrate, numerosi gestori di piccole tipografie, librerie e qualche fotografo, tentano l’avventura imprenditoriale, improvvisandosi editori-fotografi. Tra questi, in riferimento al tema in oggetto, sono da ricordare il citato Ledru Mauro all’indirizzo di via San Camillo 26, Pasquale De Meo gestore di una cartoleria in via San Camillo 16 e Gaetano Aliotta con negozio in via San Camillo 28. 

Carmelo Micalizzi

    


 

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