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Sete d’amore divino
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Nel turbinio delle cose e del tempo ,

che avido morde, corrode, abbatte

nel continuo e folle rissare fra noi,

a Te, Signore, rivolgo la pupilla

 con ardore di speranza.

 

Offrimi la Tua misericordia

perché possa donarla

ai tanti fratelli che quaggiù,

sulla terra martoriata,

soffrono e languono.

 

Le grida dei diseredati,

dei miseri, degli affamati,

saturi di fiele, d’odio,

di spregio e livore,

tormentati dall’arsura struggente,

soffocano

i germogli dello spirito,

come alberi

 che non resistono al tempo.

 

Riempi, o Dio, il cuore dell’Uomo

di conforto e di gioia.

Fa che la sua anima risenta

sete d’amore divino,

di quell’amore

che non conosce confini,

ma che oggi,

in questa travagliata umanità,

svanisce

e si frantuma

contro cuori di pietra.

 

L’edificio umano

è privo di fondamenta

per le costanti aggressioni

di barbarie,

di immoralità,

di compromessi

e connivenze varie.

 

                                                             

Crolla

in una realtà

sconcertante  e pressante.

Nessuno pensa

che, risalendo la collina,

il Cristo,

quel Cristo che è realtà infinita,

è là che ci attende.

 

Filippo Panarello

 


 
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