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(04/08/17) Corteo Storico dello Sbarco a Messina di Don Giovani d'Austria

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Messina Oggi
Il relitto di un piroscafo in legno dell’800 nel porto di Messina.
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La scoperta del team di Ecosfera Diving nel corso di un'immersione a 50 metri di distanza della nave russa Produgal.
In corso gli studi e le analisi della Soprintendenza del Mare e della Guardia Costiera

MESSINA. Un piroscafo in legno del XIX secolo, probabilmente utilizzato per il traghettamento tra Sicilia e Calabria. È quello che si sono ritrovati d’innanzi i membri di Ecosfera Diving  nel corso di una campagna esplorativa subacquea nelle acque dello Stretto, che non smette di riservare sorprese.

Il tutto è iniziato a marzo 2013, quando il team composto da Giuseppe Simeone, Domenico Crisopulli e Domenico Majolino si è immerso nelle acque dello Stretto per documentarsi sul relitto della Nave “Groppo”, adagiato sul fondale del porto di Messina su una batimetrica compresa tra i 40 e i 60 metri di profondità.

La scoperta è avvenuta poco dopo, quando il gruppo si è allontanato dal relitto seguendo alcuni resti apparentemente appartenenti allo stesso, fino a giungere in prossimità del relitto della Nave Produgal (ex Ruskin). A circa 50 metri di distanza dalla murata di dritta del Produgal, è stato notato un relitto quasi del tutto insabbiato, ad una profondita compresa tra i 55 e i 62 metri, del quale sono visibili i resti della prora e della murata di dritta, dove è possibile notare parte del fasciame in legno rivestito da altro materiale; a poppa è presente un ammasso di tubi, compatibili con quelli utilizzati per alimentare una caldaia, che sembra aver subito un’esplosione.

Il relitto è stato documentato e rilevato, benché le reali dimensioni siano solamente intuibili in quanto gli elementi costitutivi sono solo in minima parte visibili visto che la maggior parte del relitto si trova coperto dal sedimento. Alle prime immersioni sono seguite ricerche d’archivio, nonché altre indagini con operatori e veicoli subacquei, al fine di cogliere elementi distintivi che potessero consentire una identificazione certa. Nei giorni 23 e 24 agosto 2017, sono state inoltre condotte ulteriori immersioni con il Rov (Remotely Operated Vehicle) in dotazione al Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina al fine di documentare altri elementi.

L’ipotesi identificativa già esistente, alla quale si è pervenuti sulla base delle notizie storiche acquisite, sarà definita a breve, appena conclusi gli studi condotti dalla Soprintendenza del Mare e dalla Guardia Costiera con il Diving Center Ecosfera di Messina.

Il fantastico fondale interno alla falce di Messina, area oggi interamente portuale – ha commentato il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa – continua incredibilmente a riservare sorprese grazie alla caparbietà dei ricercatori subacquei della Marina Militare, della Guardia Costiera e del Diving Center Ecosfera di Messina, con il coordinamento tecnico-scientifico della Soprintendenza del Mare. Già alcuni anni fa questo fondale aveva restituito alla memoria il Produgal, la nave russa legata alla tragica storia del terremoto di Messina, poiché furono i suoi marinai a prestare i primi soccorsi alla sofferente popolazione della città distrutta dal sisma. Oggi, nel corso di una campagna di documentazione del relitto della Nave “Groppo”, torpediniera italiana affondata il 25 maggio del 1943, adagiato sul fondale del porto ad una profondità compresa tra i 40 e i 60 metri, compaiono le sembianze di un altro relitto.. Sulla base delle prime osservazioni ed analisi si tratterebbe del relitto di un piroscafo in legno ottocentesco che speriamo al più presto d’identificare”.

 
“BIOLOGIA CON CURVATURA BIOMEDICA” al Liceo Seguenza
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La Preside del Liceo Scientifico “G. Seguenza”, prof.ssa Lilia Leonardi, accompagnata dai professori Sanni Prestipino ed Enzo Caruso, ha preso parte presso la sede del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a Roma, all’incontro di presentazione della sperimentazione nazionale del progetto “Biologia con curvatura Biomedica”.

Il Liceo Seguenza è infatti tra i ventisei Licei su territorio nazionale, ed unico in Sicilia, ad essere stato selezionato per prendere parte alla particolare sperimentazione, istituzionalizzata attraverso un Accordo Quadro sottoscritto dal MIUR e dalla Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, che coinvolgerà,a partire dall’anno scolastico 2017/2018,i licei scientifici selezionati e i relativi Ordini dei Medici provinciali, rappresentativi di tutte le aree geografiche del Paese, individuati tramite circolare ministeriale;

Il percorso prevede che i licei individuati inseriscano, all’interno dei loro curricula, la disciplina: “Biologia con curvatura biomedica”, compresa nel piano di studio dello studente. La sperimentazione sarà rivolta agli alunni delle classi terze avrà una durata  triennale  con un  monte ore annuale di  50 ore annuali : 20 ore tenute dai docenti di Scienze, 20 ore dai medici indicati dagli ordini provinciali, 10 ore presso le strutture sanitarie individuate dagli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provinciali; l’accertamento delle competenze acquisite in itinere, avverrà, in laboratorio attraverso la simulazione di “casi”. A conclusione di ogni nucleo tematico di apprendimento, è prevista la somministrazione, con cadenza bimestrale, di un test: 45 quesiti a scelta multipla condivisi, tramite piattaforma, dalla scuola capofila di rete.

Se alla fine della sperimentazione gli esiti del percorso nazionale saranno paragonabili a quelli rilevati presso il liceo reggino (in cui il 98% degli studenti inseriti nel percorso ha superato, senza alcuna difficoltà, il test di accesso alle facoltà medico-sanitarie) il percorso diventerà di ordinamento per i Licei scientifici e sarà corsia preferenziale per l’accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia.

Con l’adesione alla sperimentazione ministeriale, il Seguenza avrà così l’opportunità, insieme agli altri venticinque licei selezionati su territorio nazionale, di impegnarsi per il raggiungimento di risultati che contribuiranno a scrivere una nuova pagina di storia, relativa ai nuovi percorsi curriculari del Liceo Scientifico.

 
Corteo Storico dello Sbarco a Messina di Don Giovani d'Austria
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Tra due ali di folla si è svolto il Corteo Storico della IX edizione dello Spettacolare Sbarco di Don Giovanni d'Austria e il palio delle Contrade Marinare.

Durante il tragitto lungo la via Garibaldi, dopo l'uscita del Senato Messinese dal Palazzo Municipale, si sono svolte esibizioni degli sbandieratori accompagnati dal rullo dei tamburi. Nella carrozza Reale lo Strarigò.

Il Corteo Storico Navale, accolto da salve di cannone, con in testa il veliero "Signora del Vento" aveva a bordo Don Giovanni d'Austria e Marcantonio Colonna, era accompagnato dalle imbarcazioni istituzionali della Marina Militare, Guardia Costiera, Carabinieri,Polizia di Stao, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

A Largo Minutoli lo sbarco di Don Giovanni d'Austria che trionfalmente è entrato in piazza Unione Europea dove lo attendeva un folto pubblico intervenuto anche per assistere allo spettacolo serale.

Il Corteo Storico

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Gli Sbandieratori

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Arrivo in porto di Don Giovanni d'Austria

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La Signora del Vento entra nel porto di Messina

Messina,4 agosto 2017 - E' arrivata alle ore 14:20 la “Signora del Vento”,la nave scuola recentemente donata all’ Istituto Tecnico Nautico “Caboto” di Gaeta il secondo veliero battente bandiera italiana dopo l’Amerigo Vespucci, con una lunghezza di 85 metri, rappresenterà sabato 5 agosto la Nave Reale di Don Giovanni d’Austria nella IX Edizione della Rievocazione dello Spettacolare Sbarco del figlio naturale di Carlo V, coordinata da Enzo Caruso e dall’Associazione Aurora, quest’anno in collaborazione con l’Associazione Tesori d’Arte di Gaeta.
Domani alle ore 11:00 al molo Colapesce incontro con il Comandante e l'equipaggio, subito dopo il gemellaggio con l'Istituto Nautico Caio Duilio e a seguire conferenza stampa.

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La nave è stata richiesta per la Manifestazione di Messina dal Presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone, nell’ambito delle attività della Rete internazionale "Sulle Rotte di Lepanto", di cui è partner la Fondazione Federico II, costituita da città italiane ed euro-mediterranee accomunate dall’epica Battaglia di Lepanto e oggi impegnate nella promozione di un itinerario culturale orientato all’Incontro tra i popoli e le culture coinvolte nel grande scontro navale del 7 ottobre 1571.
E questa mattina la "Signora" attorno alle 9 è salpata dalla Banchina Caboto per raggiungere Messina, dove dovrebbe arrivare domani nel pomeriggio. Prima della partenza c’ è stato l’ imbarco di Marcantonio Colonna, una scena sempre suggestiva ed emozionante preceduta dal posizionamento a bordo del vessillo della storica battaglia di Lepanto.

L'arrivo di Don Giovanni d'Astria e della flotta della Santa Lega a Messina

Cenni Storici

Tra luglio e agosto del 1571 l'Armata cristiana con 210 galee sottili, 6 galeazze, 25 navi grosse, 3 galeotte e 50 fra brigantini e fregate, 1.805 cannoni, e circa 80.000 uomini di cui 28.000 soldati, 12.920 marinai, 43.500 rematori si radunò nel formidabile porto della città dello Stretto sotto il comando di Don Giovanni d'Austria figlio naturale dell'Imperatore Carlo V.

Il 20 luglio dell'Anno Domini 1571, la Flotta Pontificia al comando di Marcantonio Colonna, luogotenente generale di Don Giovanni, faceva "entrata solenne" a Messina salutata dallo sparo di "grandissima quantità di artigliaria" da tutti i castelli della città.

La mattina del 23 luglio era la volta della flotta veneziana al comando di Sebastiano Venier, col suo luogotenente Agostino Barbarigo, ad entrare pigramente nel porto falcato remigando contro vento, il Comandante Supremo, don Giovanni d'Austria, solcava le acque dello Stretto il 23 agosto con 25 galere, mentre tutte le navi alla fonda uscivano per andargli incontro sparando una "bellissima salva" d'artiglieria in segno d'omaggio. Don Juan, sbarcato a Messina due giorni dopo, fu cerimoniosamente ricevuto a Palazzo Reale dallo Stratigò Conte di Landriano e dai Senatori della città. Negli ultimi giorni di agosto giungevan la squadra di Giovanni Andrea Doria da Genova, quella del marchese di Santacroce da Napoli, quella di don Giovanni di Cardona, da Palermo, e per ultima, il primo di settembre, proveniente da Siracusa, il resto della flotta veneziana rimasto a Candia. La flotta cristiana riuscì a concentrarsi nel porto di Messina il 24 agosto del 1571. Sotto don Giovanni d'Austria vennero riunite le forze provenienti da: Spagna, Repubblica di Venezia, Stato Pontificio, Repubblica di Genova, Napoli, Malta, Marche, Romagne, Granducato di Toscana, Ducato di Savoia, 10 Galee di Sicilia di cui una armata da Vincenzo Marnilo di Condojanni.

-    Domenica 16 settembre l'Armata salpava da Messina salutata dalie salve d'artiglieria dei castelli della Città, fra le grida d'esultanza di una folla immensa dì messinesi.

-    Il 7 ottobre 1571, di domenica, nelle acque di Lepanto, 180 mila uomini si fronteggiavano. Cinque ore sarebbe durata la battaglia,  150 galee turche catturate e 40 affondate e bruciate, 7.600 morti e 15.000 feriti di parte cristiana,
35.000 i morti di parte turca.
-    11 novembre 1571, don Giovanni ritornava vittorioso a Messina.

Nino Principato

La “Signora del Vento” a Messina sabato 5 agosto

Sarà la “Signora del Vento”, il secondo veliero battente bandiera italiana dopo l’Amerigo Vespucci, con una lunghezza di 85 metri, a rappresentare sabato 5 agosto la Nave Reale di Don Giovanni d’Austria nella IX Edizione della Rievocazione dello Spettacolare Sbarco del figlio naturale di Carlo V, coordinata da Enzo Caruso e dall’Associazione Aurora, quest’anno in collaborazione con l’Associazione Tesori d’Arte di Gaeta.

Il Veliero, noto per essere apparso anche nel programma televisivo “Linea Blu” di Rai 1, è stato donato recentemente all’Istituto Nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta, diretto dal preside Salvatore Di Tucci, dalla Società “M.Ar.Te. International Rent” (gruppo acque minerali Rocchetta) all’interno del bando “Laboratori territoriali per l’occupabilità”, a cui la scuola ha partecipato arrivando prima della regione Lazio e terza in Italia.

La splendida nave è stata richiesta per la Manifestazione di Messina dal Presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone, nell’ambito delle attività della Rete internazionale “Sulle Rotte di Lepanto”, di cui è partner la Fondazione Federico II, costituita da città italiane ed euro-mediterranee accomunate dall’epica Battaglia di Lepanto e oggi impegnate nella promozione di un itinerario culturale orientato all’Incontro tra i popoli e le culture coinvolte nel grande scontro navale del 7 ottobre 1571.

NOTE

La Signora del Vento è un veliero a tre alberi con una superficie velica di oltre 3000 mq che nasce in Polonia nel 1962 e opera per circa 30 anni nei mari del Nord.

A partire dagli anni ’90 il veliero viene impiegato come Nave Scuola nei mari di tutto il mondo, partecipando ad innumerevoli raduni di navi a vela.

Nel 2006 la S.I.N., Società Italiana di Navigazione, la acquista cogliendone le grandi potenzialità e la ristruttura completamente.

Viene così adeguata agli altissimi standard di sicurezza necessari all'ottenimento della bandiera italiana e all'iscrizione nei Registri Italiani seguendo la normativa SOLAS del RINA.

Di recente è diventata la Nave Scuola del Nautico di Gaeta per le attività dell’Istituto marinaro più antico d’Italia.

Del Comitato Tecnico-Scientifico fanno parte l’Amm. Franco Persenda e i proff. Erasmo Coccoluto e Silverio Schiano, coadiuvati dall’Ammiraglio di Squadra Raffaele Caruso, già Comandante di Marisicilia.

 
Il castello di Montalbano Elicona si tinge di blu per Charlie Gard
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Montalbano Elicona si mobilita per Charlie Gard, il bambino inglese di 11 mesi affetto da una grave patologia degenerativa, al quale viene negata la possibilità di sottoporsi ad una terapia sperimentale che potrebbe salvargli la vita. I tribunali britannici lo hanno condannato a morte con una sentenza che stabilisce che vengano staccati i macchinari che lo tengono in vita perché “nel migliore interesse del bambino”. Sentenza confermata dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Grazie ad una enorme mobilitazione internazionale ed alla petizione con 350mila firme, i genitori sono riusciti a rimandare l’esecuzione della sentenza (che doveva essere eseguita il 30 giugno) e a tornare in tribunale. La prima udienza ha avuto luogo lunedì scorso ed è stata aggiornata a giovedì 13 luglio in attesa di prove evidenti dell’efficacia della terapia sperimentale. I genitori hanno chiesto di portare negli Stati Uniti il piccolo Charlie, ma la richiesta è stata respinta. Su pressione del GOSH, Great Ormond Street Hospital, il giudice sembra orientato a far eseguire la sentenza, compiendo di fatto un omicidio.

Come cristiano, come genitori e come semplici esseri umani, non possiamo accettare che ciò avvenga!

Da qui l’iniziativa di Montalbano Elicona di aderire come amministrazione comunale e come semplici cittadini alla campagna internazionale per salvare Charlie Gard. Stasera il Castello di Montalbano si tingerà di blu (il colore simbolo di Charlie) e l’immagine verrà diffusa sui social network dal Sindaco e dai Consiglieri Comunali, nonché da tutti i cittadini.

Invitiamo tutti a sostituire su facebook la nostra immagine di copertina con quella del Castello illuminato di blu, con la frase “MONTALBANO ELICONA IS CHARLIE GARD”.

L’Immagine del profilo verrà sostituita dalla foto del piccolo Charlie Gard. Verrà inoltre diffuso l’hastag #IAMCHARLIEGARD.

Come Charlie, altri due bambini di 7 e 13 mesi si trovano in una situazione simile in Gran Bretagna. Non possiamo permettere che vinca la cultura dello scarto!

Siamo un piccolo borgo, ma insieme a molti altri possiamo fare la differenza affinché prevalga la cultura della vita!

 
Consegna del "Pallio" al nuovo Arcivescovo Accolla
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Pieni di gioia accompagniamo e sosteniamo con la preghiera il nostro pastore

S.E. Mons. Giovanni Accolla

Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il prossimo 29 giugno, Papa Francesco presiederà alle ore 9.30, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica con i neo Cardinali e i nuovi Arcivescovi Metropoliti.

Al termine della celebrazione, i Metropoliti riceveranno, uno a uno dalle mani del Santo Padre, il pallio che verrà loro imposto successivamente nella Diocesi di appartenenza da parte del Nunzio Apostolico.

Cosa è e cosa simboleggia il Pallio

Il Pallio è una fascia di lana tessuta a mano che si poggia sulle spalle e si fa poi ricadere davanti sul petto e dietro alle spalle. Già nel IV secolo ci sono notizie che il Papa usava questo pallio. Probabilmente era un’insegna imperiale passata ai vescovi. Il pallio venne poi dato da Roma ai metropoliti, soprattutto ai tempi di Gregorio VII, subito dopo l’anno Mille, quando c’era la necessità di controllare l’elezione dei vescovi. Da quel periodo i metropoliti venivano a Roma a ricevere il pallio. Successivamente, il pallio venne concesso anche a quelli che non erano metropoliti come un’insegna d’onore. Negli anni ’70 c’è stata la riforma del pallio voluta da Paolo VI, per cui esso oggi viene concesso solo ai metropoliti, per lo più il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, proprio a sottolineare il legame di chi porta il pallio con la Sede Apostolica.

La simbologia del pallio è andata arricchendosi nel corso i secoli. All’inizio, aveva una simbologia soprattutto ecclesiale, cioè in tutto il primo millennio il pallio indicava la pecorella che si era smarrita, quindi, di conseguenza, stava a significare il pastore che portava la pecora sulla spalla sinistra. E’ il pallio che è stato ripreso anche adesso da Papa Benedetto e che troviamo in tutta l’iconografia, in tutti i mosaici del primo millennio. Successivamente, dopo il primo millennio, ha cambiato forma:  è stato messo ad ipsilon sulla persona che lo portava e ha assunto un altro significato. Le croci rosse hanno assunto il significato delle piaghe del Signore. Gli spilloni, hanno assunto il significato dei tre chiodi della crocifissione. E quindi il pallio ha soprattutto un significato cristologico, del Cristo Buon Pastore. Oggi noi abbiamo questi due elementi insieme. Il pallio è fatto di lana e sta a significare la pecora che si è smarrita, porta gli spilloni ed ha queste croci a significare che il Buon Pastore dà la vita per le sue pecore.

 
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