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Come giocavamo
Giochi con la corda
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A volte bastava una semplice corda per improvvisare giochi singoli o di gruppo.

Una corda lunga e almeno tre bambini e il gioco è fatto. Due facevano girare la corda e gli altri tentavano di saltarla senza inciampare. La corda doveva essere saltata quando sbatteva sul terreno. Chi inciampava sulla corda veniva eliminato. Il gioco è molto semplice ma ha bisogno di una grande concentrazione.

Quando la corda era corta si giocava da soli, saltando a piedi uniti o alternati, facendola girare attorno al proprio corpo.

 

 
Gioco del pallone
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Una volta non esistevano le scuole di calcio i più grandi giocatori sono nati nelle strade e nelle piazze.

Non c’erano campi di calcio o parchi attrezzati, ma si giocava dove c’era un prato, uno spiazzo, una strada o sulla spiaggia.  Berretti, maglioni, le cartelle di scuola o due bastoncini diventavano la porta. Qualcuno portava il pallone e il gioco aveva inizio.

I palloni erano prevalentemente di plastica e si rompevano irrimediabilmente quando finivano su di un filo spinato. Era una grande festa quando qualcuno portava il famoso pallone di cuoio numero 5. Questo pallone era bellissimo di cuoio marrone che però in breve tempo si rovinava e diventava biancastro e ruvido.

Quando lo prendevi di testa lasciava un bel livido, ma non contava nulla, era roba da grandi. Lo si gonfiava con la pompa della bicicletta e lo spillo. A volte capitava che si litigava o si rimproverava più del dovuto per una brutta giocata il proprietario del pallone, ciò era molto rischioso perché questo bambino affermava: “… allora me ne vado e porto via il pallone”.

Ricordo sempre quando nel mio quartiere nelle ore pomeridiane estive si giocava al pallone. Io che sono sempre stato negato per il calcio quando arrivavo e si facevano le squadre nessuno mi voleva e quando proprio erano a corto di ragazzi mi mettevano in porta dove al limite facevo meno danno.

 


 
Girotondo
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E’ un gioco molto semplice che si faceva nei cortili e negli asili, le attuali scuole dell’infanzia e delle scuole elementari. Vi Partecipavano molti bambini e bambine che, formando un grande cerchio umano, si tenevano per mano e cominciavano a girare in tondo sempre nello stesso verso cantando si cantava la seguente filastrocca alla fine della quale ognuno si doveva sedere velocemente per terra:

 “Giro, giro tondo casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra”.

Perdeva chi era l’ultimo a sedersi.

 
Legnetto
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Si gioca facendo saltare in aria un corto bastoncino battendolo con un legno a una delle estremità appuntite e nel percuoterlo poi a volo, per mandarlo il più lontano possibile.

Per giocare occorrono:

La Mazza: piccola mazza di legno, il più possibile rettilinea e cilindrica, del diametro di non più di 3 cm. e lunghezza compresa tra 50 e 60 cm.; spesso veniva ricavato da un manico di scopa non più utilizzata.

Il Legnetto:  tronchetto di legno, dello stesso diametro lungo circa 15 cm.,

La casa: la sede della squadra battitrice, costituita da un cerchio, del diametro di circa 90 cm. o poco più, tracciato per terra con un legnetto appuntito, se il campo di gioco è in terra battuta, oppure con una scheggia di laterizio (mattone) se il campo da gioco è in cemento.

Regolamento del gioco:

SQUADRE: Si affrontano due squadre, di 2 giocatori ciascuna; all'inizio del gioco si sorteggia chi sta in casa (squadra battitrice) e chi fuori casa (squadra ricevente). All'interno di ogni squadra i giocatori stabiliscono l'ordine secondo cui si alternano nel gioco.

PARTITA: Una partita è composta di più "mani". Si stabilisce un punteggio da raggiungere (ad es. 1000 punti). Vince la squadra che raggiunge o supera per prima il punteggio prefissato.

MANO: La squadra che sta in casa inizia la mano. Il primo battitore butta in aria il ligneddu (legnetto) e lo colpisce al volo con la mazza, cercando di scagliarlo più lontano possibile. Se uno dei giocatori della squadra ricevente riesce a prendere il legnetto al volo, la squadra battitrice viene estromessa e si scambia con la squadra ricevente. La mano termina senza variazioni di punteggio e se ne inizia un'altra con le squadre scambiate.

Se invece il legnetto arriva a terra, un giocatore della squadra ricevente lo prende dal punto dove si è fermato e, da lì, lo lancia verso la casa, cercando di colpire la mazza appoggiata sulle due pietre.
Se ci riesce, la squadra battitrice viene estromessa e si scambia con la squadra ricevente e la mano termina senza variazione di punteggio e se ne inizia un'altra con le squadre scambiate.

Se il giocatore ricevente non riesce a colpire la mazza (o a entrare nel cerchio), il battitore inizia a dare tre colpi, cercando di scagliare il legnetto il più lontano possibile dalla casa.Dopo aver dato i tre colpi, la squadra battitrice dichiara la distanza, stimandola a occhio in numero di mazze. Se la squadra ricevente accetta la stima, il numero rappresenta il punteggio di mano, la mano termina e se ne inizia un'altra con la squadra di casa che mantiene la battuta.

Se la squadra ricevente non accetta la stima, si procede alla verifica. In tal caso, se il risultato è favorevole alla squadra battitrice, il punteggio conquistato è pari al numero effettivo di mazze conteggiate e la squadra di casa che mantiene la battuta. Se invece il risultato è sfavorevole alla squadra battitrice, in quanto il numero di mazze conteggiato è inferiore a quello dichiarato, la squadra battitrice non raccoglie punti e viene estromessa dalla casa e sostituita dalla squadra ricevente.

Si procede nel gioco fino a quando una delle due squadre raggiunge o supera il punteggio prestabilito.

 
Pari e Dispari
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Si gioca in due e si può giocare ovunque al chiuso e all’aperto. I due giocatori chiudono la mano destra a pugno e la agitano nell'aria; uno di essi dichiara "pari", e l'altro risponde dichiarando "dispari", o viceversa.

I due giocatori quindi aprono contemporaneamente la mano, mostrando con le dita un numero da 0 a 5. Talvolta, per garantire la contemporaneità del gesto, i due giocatori recitano una formula ad alta voce all'unisono; una delle formule tradizionali è "bim... bum... bam!", con il numero mostrato in corrispondenza del "bam!". La formula "bim bum bam" è nota in una grande quantità di varianti locali, talvolta vere e proprie filastrocche. Se la somma dei due numeri mostrati è pari, vince il giocatore che aveva dichiarato "pari", e viceversa. 

Gli antichi Romani anziché puntare con le dita, nascondevano nelle mani delle conchiglie, o sassolini, o noci in un certo numero, e l’altro doveva indovinare se il numero era pari o dispari. Questo gioco veniva praticato anche dagli adulti che mettevano in palio denaro, scrisse Augusto:” “Diedi 250 denari a mia figlia Giulia nel caso che durante la cena giocassero a pari e dispari”.

 
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