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Come giocavamo
Rottura delle pignatte
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Il gioco consiste nel disporre delle pignatte in terracotta legate ad una fune e sospese ad una altezza di pochi metri.

Questi contenitori vengono riempiti con premi ma anche con scherzi (acqua, farina, enere, coriandoli, ecc.).

Ogni giocatore viene bendato, gli si consegna una mazza, lo si fa girare su se stesso più volte per disorientarlo, e quindi lo si lascia libero a menare colpi nell’intento di fracassare le pignatte.



Per il giocatore il divertimento sta nel rompere la pignatta con il premio più ambito, il pubblico invece si diverte nel vederlo finire, dopo una grande fatica, sotto uno scroscio d’acqua o interamente ricoperto di farina. Anche questo era un gioco che usualmente veniva usato nelle feste patronali di quartiere.

 
Tamburello
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Il gioco del tamburello è un gioco di coppia originario di certe regioni italiane ancora molto praticato.

Gioco di antichissima origine, una varietà del quale era già praticata dai Romani; si è sviluppato in Italia e da qua si è diffuso nel resto del mondo. Il tamburello è un gioco che prende il nome dall'attrezzo che si usa per colpire la palla. Bambini e adulti  praticavano questo gioco sulla spiaggia nel periodo estivo.  

Dopo il 1896 è diventato una attività sportiva a tutti gli effetti.

Una prima forma del campionato italiano di tamburello si svolse nel 1896; un regolamento definitivo del gioco fu stabilito nel 1920 e dopo il 1930 i tamburellisti divennero professionisti nelle specialità a 5 e 3 giocatori per squadra.

Attualmente è praticato da uomini e donne in molte nazioni, soprattutto in Francia e Italia, inoltre è stato un gioco del programma dei Giochi del Mediterraneo.

In Italia è attiva la F.I.P.T. ossia Federazione Italiana Palla Tamburello, che organizza, sia in ambito maschile che femminile, i campionati di serie A, B, C, D, di categoria ossia giovanili, amatori, veterani, la Coppa Italia e la Super Coppa Italiana. Potrebbe sembrare uno sport semplice, ma in realtà richiede una grande forza e soprattutto riflessi sempre pronti.

 
Tappi
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Il gioco dei tappi consiste nel tracciare una pista per terra con curve e rettilinei posizionando all'inizio della pista dei tappi di latta delle gazzose.

Ogni bambino che possiede un tappo ha diritto ad un tiro ad ogni turno. Lo scopo è quello di arrivare primi al traguardo.

Il tiro si effettua spingendo il tappo con uno scatto dell'indice. Se il giocatore tira il tappo al di fuori della pista si torna indietro rincominciando dall'ultimo tiro effettuato.

 
Telefono con barattoli
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Un gioco che si avvale delle leggi della fisica...
Si prendevano due barattoli di latta, aperti da un lato. Sul fondo, al centro veniva fatto un forellino nel quale veniva fatto passare un capo di uno spago. Si faceva un nodo per non far uscire lo spago dal foro. 
Due bambini tenevano in mano un barattolo ciascuno e si allontanavano fino a tendere lo spago, dopodichè uno dei due teneva il barattolo all'orecchio mentre l'altro lo teneva davanti alla bocca parlandoci dentro. 
Il bambino che ascoltava poteva sentire distintamente quello che diceva l'altro.
Funziona in quanto le vibrazioni della voce si propagano sullo spago fino al barattolo opposto, a patto che lo spago rimanga teso. I barattoli fanno da cassa acustica.

 
Tiro alla fune
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Il tiro alla fune è uno sport di origine contadina che vede contrapposte due squadre che si sfidano in una gara di forza. Esistono ancora oggi club sportivi di tiro alla fune in molte nazioni; viene praticato sia dagli uomini che dalle donne.

E’ stato sport olimpico dal 1900 al 1920.

Secondo il regolamento ufficiale della disciplina sportiva, due squadre di otto persone, il cui peso totale non deve superare quello massimo stabilito per la rispettiva categoria, si allineano ai due capi di una fune di circa 10 centimetri di circonferenza. Sulla fune è marcato il punto centrale; inoltre, viene marcato il punto su ogni lato distante 4 metri dal centro.

La sfida inizia con il punto centrale sistemato in corrispondenza del centro del campo da gioco; l'obiettivo di ogni squadra è tirare l'altra squadra dalla propria parte in modo che il punto marcato più vicino agli avversari attraversi il centro del campo.

Una squadra può vincere anche perché l'avversario ha commesso tre falli (che avviene, ad esempio, quando un concorrente cade o si siede).

Il tiro alla fune veniva praticato anche da bambini e ragazzi. Quando d’estate ci si dava appuntamento sulle spiagge per fare il bagno e prendere il sole spesso bambini ed adulti si divertivano anche con il tiro alla fune.

 
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