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Come giocavamo
Arco
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L’arco è senz’altro una delle armi più antiche e leggendarie.

I ragazzi se lo costruivano da soli usando materiale semplice, bastava un pezzo di legno flessibile (salice o sanguinella) curvato ed uno spago.

Come frecce venivano spesso usati i ferri che compongono il telaio di un vecchio ombrello non più utilizzabile. L’uso dell’arco era prevalentemente finalizzato a gare di precisione.

 
Bandiera
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Il numero dei giocatori può variare in funzione dei partecipanti.

Il campo di gioco deve essere grande circa come un campo da tennis diviso a metà da una linea, un prato va benissimo, ma anche una strada. Con una conta decidete che deve fare il "porta bandiera". Formate poi due squadre ( ogni squadra composta di almeno 5 giocatori).

Il " porta bandiera" si mette a una estremità della linea al centro del campo di gioco. Le squadre, invece, in fila l'una di fronte all'altra, distanti ognuna circa 15 passi dalla linea al centro del campo. Ogni giocatore ha un numero, che cambia a seconda della posizione che occupa nella fila.

Ad esempio: i primi della fila delle due squadre sono i numeri 1, i secondi sono i numeri 2, e così via. Il " porta bandiera" tiene la bandiera (un fazzoletto bello grande) con il braccio teso e chiama un numero a caso: due!

I numeri 2 delle due squadre devono scattare in avanti, raggiungere la bandiera senza superare la linea che divide il campo (altrimenti sono eliminati) cercare di prendere la bandiera prima dell'avversario e tornare di corsa al proprio posto senza mai farsi toccare dall'avversario durante l'inseguimento. Assegna un punto alla propria squadra chi riesce a conquistare la bandiera tornando al proprio posto senza farsi prendere. Se il giocatore è invece raggiunto prima di mettersi in salvo, il punto è assegnato all'altra squadra. A questo punto i giocatori riprendono il loro posto nelle rispettive file e il " porta bandiera" chiama un'altra coppia. Vince la squadra che raggiunge per prima almeno 15 punti. Attenzione non bisogna toccare l'avversario prima che quest'ultimo abbia preso il fazzoletto in mano, pena la perdita del punto.

 
Biglie
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Con le biglie si possono fare dozzine di giochi diversi.

Il più conosciuto è quello della “buca” in messinese a fussitta.

Il gioco consiste nel colpire le biglie degli avversari diventandone proprietario. Prima di poterle colpire però bisogna far entrare la propria biglia in una buca precedentemente preparata (di solito si sceglie uno spiazzo di terra dove si scava una buca del diametro di più o meno una spanna). Alla partenza, a turno, si tira la propria biglia, colpendola con il pollice o l’indice, e si cerca di entrare in buca. Quando uno riesce ad entrarci può, con un tiro successivo, mirare le altre biglie tirando la sua dal bordo della tana oppure verticalmente (il giocatore si pone presso una biglia avversaria qualsiasi e lascia cadere la propria biglia dall’altezza del torace). Se riesce a colpirla guadagna la biglia avversaria e continua il gioco, in caso contrario il gioco passa agli altri giocatori. Ad ogni tiro è concesso di spostare in avanti la propria biglia di una spanna.

Un altro vecchio gioco con le biglie di terracotta è il Castelletto veniva già praticato dagli antichi romani. Ogni giocatore mette in campo quattro palline, costruendo un castello con alla base tre palline e al vertice una. Il campo di gioco è costituito da un cerchio e due giocatori, a distanza di 3 o 4 metri, tirano una biglia a turno, cercando di abbattere il castello avversario. Si tratta di un gioco di grande abilità, perché bisogna possedere una buona mira e una mano ferma e sicura.

In Sicilia si giocava anche con le nocciole. Il gioco delle biglie si perde nella notte dei tempi, era infatti già noto in Egitto e a Roma. L’imperatore Augusto portava sempre con sé alcune biglie e ogni qual volta incontrava bambini per strada che stavano giocando, si aggregava a loro.

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto meglio conosciuto come Ottaviano o Augusto, fu il primo imperatore romano. (Roma 23 settembre 63 a.C. – Nola 19 agosto 14 d.C.) L'età di Augusto rappresentò un momento di svolta nella storia di Roma e il definitivo passaggio dal periodo repubblicano al principato. La rivoluzione dal vecchio al nuovo sistema politico contrassegnò anche la sfera economica, militare, amministrativa, giuridica e culturale.

 
Birilli
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Il gioco dei birilli era molto diffuso in Italia nel periodo medievale e rinascimentale. Col passare del tempo è divenuto poco praticato e relegato come gioco per bambini. Generalmente era un regalo per i bambini fino agli anni '60 poi lentamente con il progresso e dopo con l'avvento dei giochi elettronici è completamente sparito.

Resta vivo fra gli adulti solo come gioco da spiaggia.

Questo antico gioco è conosciuto anche come bowling e viene praticato in campi adatti e uniformi con pavimento solitamente in legno con cera e due canali sui bordi che portano la palla via senza toccare i birilli in caso di tiro in direzione errata.

 
Bolle di sapone
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La bolla di sapone era uno di quei passatempi che non richiedevano quasi niente, bastava sciogliere n poco di sapone da bucato e una cannuccia e da qui iniziava il divertimento tra ragazzi. Si giocava generalmente a chi ne faceva di più con una sola soffiata o a chi le faceva più grosse e spesso nascevano piccole liti sul nu,ero o sulla grossezza. Il tutto senza drammi e con tanta semplicità.

La bolla di sapone è un fine strato di acqua e sapone che forma una sfera dalla superficie iridescente.

Le bolle di sapone spesso rimangono in formazione sferica solo per pochi secondi poi, o scoppiano da sé o dopo il contatto con altri oggetti in grado di assorbire il liquido che le circonda.

In genere le si usa come passatempo per i bambini ma il loro sfruttamento in performance artistiche professionali dimostra la loro capacità di affascinare anche gli adulti.

Le bolle di sapone possono aiutarci inoltre a risolvere complessi problemi matematici riguardanti lo spazio poiché rappresentano sempre la più piccola area di superficie tesa tra due punti o due confini e, soprattutto, il concetto di "sfera perfetta".

 

 
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