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Forte San Jachiddu

Forte San Jachiddu, situato a quota 300 metri, su una piccola area pianeggiante dalla quale lo sguardo abbraccia tutta l’area dello Stretto di Messina e la costa calabra, è stato il primo forte ad essere ristrutturato per la caparbietà e la tenacia di un gruppo di volontari che lo hanno sgombrato da resti di auto rubate e incendiate.
 
Il processo di recupero del Forte e dell’area circostante  si sviluppa lentamente tra l’ambiente naturale e il forte.

La sua originaria destinazione bellica viene presto dimenticata per lasciare spazio a un orizzonte i cui limiti si riescono appena a immaginare. Il forte oggi si presenta come un belvedere sul mare, accolto ed esaltato dalla natura circostante.

Gli stessi volontari lentamente trasformano la zona limitrofa al forte in Parco Ecologico San Jachiddu sempre all’interno di un complesso collinare molto articolato, che si inserisce fra le tre vallate dell’Annunziata, di S. Nicandro e di Giostra/S. Michele.

Il progetto del Parco Ecologico nasce, alla fine degli anni novanta, all’interno del più ampio progetto Life – ambiente per la riqualificazione dei quartieri Giostra – Ritiro -Tremonti, promosso dal C.R.I.C. (Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione) e finanziato dalla Comunità Europea e dal Comune di Messina.

Il territorio del Parco, delimitato dal lato nord dai torrenti Annunziata e S. Nicandro, dal lato sud dai torrenti S. Michele e Giostra e alle spalle dagli ultimi contrafforti dei Peloritani, è strettamente legato alla storia, alle leggende e probabilmente ai primi insediamenti stabili di quello che è il più ampio territorio della Messina attuale.

La frequentazione di questi luoghi è stata costante nel tempo e, se pure non dimostrabile da rovine a causa delle periodiche distruzioni che hanno caratterizzato Messina, può essere dedotta da varie notizie storiche e dalla toponomastica. Nel periodo bizantino, precedente pertanto all’insediamento degli arabi a Messina, numerosi furono gli eremiti (tra cui il più noto fu S. Nicandro o S. Licandro) che, seguendo per lo più la regola di S. Basilio, presero dimora nelle cavità ancora oggi visibili nella zona e lì praticarono in solitudine la loro fede. Sulla sponda del Torrente S. Michele, inoltre, i Carmelitani fondarono la loro prima sede (1235 circa), dopo quella abbandonata sul monte Carmelo di Gerusalemme. Quel luogo, a causa della vita eremitica dei frati, si chiamò “Ritiro”, nome conservato ancora oggi per indicare l’intero quartiere; lo stesso Forte S. Jachiddu potrebbe trarre il suo nome da S. Gioacchino, protettore dell’ordine insieme a S. Anna e a S. Giuseppe.
 
Il Parco Ecologico S. Jachiddu oggi è uno spazio prezioso di elaborazione d’idee,un luogo vivo di aggregazione e socializzazione per la sperimentazione e la proposizione di un nuovo stile di vita.
 
Si offre come un giardino da curare e da far crescere, come un paesaggio in movimento da “vivere da dentro” in tutte le sue espressioni e implicazioni nel quale  suoni e silenzi, forme e colori certi e incerti, parole dette e non dette, pensieri, emozioni, azioni personali e comunitarie, vita e morte, possono interagire e intrecciarsi in una relazione profonda e feconda capace di lasciare una traccia anticipando il futuro.
 


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