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Cerimonia inaugurale a Forte Cavalli del “Carrumatto” donato alla struttura museale dai fratelli Angelo, Andrea e Francesco Privitera di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) per documentare i particolari carri da trasporto utilizzati anche per la costruzione delle fortezze dello Stretto nel tardo '800.

Gli interventi di restauro del carro sono iniziati nei mesi scorsi da parte delle maestranze specializzate dell'Arsenale di Messina con il patrocinio della Fondazione Bonino Pulejo e della “Ditta Vincenzo Miloro”.

NOTE STORICHE

Il carro matto, arcaico mezzo di trasporto per persone e merci, è un particolare e robusto carro a quattro ruote per trasporti molto pesanti; la denominazione deriva dalle sproporzionate dimensioni tra lunghezza e larghezza, che ne influenzavano il moto, specie nelle curve, affrontate con difficoltà dal conduttore, costretto ad una guida ondulatoria.

Negli ultimi vent’anni del ‘800 parecchie ditte (Ainis, Miloro, Scimone) lavorarono per il Genio Militare per il trasporto dei materiali e delle artiglierie sulle alture dove si costruivano le Fortificazioni.

Per tirare su il veicolo, bisognava mettere sotto il tiro quattro o cinque pariglie di buoi, scelti fra i più giovani e resistenti, legando i giochi uno dietro l’altro. I cannoni pesavano da 5 ai 10 tonnellate. 


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