7 marzo 1947...per non dimenticare

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Il 1947 richiama alla memoria momenti dolorosi per la Sicilia. Quando si cita quell’anno, il pensiero va immediatamente alla strage di Portella della Ginestra, quando la banda del bandito Giuliano e un gruppo di mafiosi spararono su due mila di manifestanti che festeggiavano l’1 maggio.

Pochi dubbi invece sulla strage del 7 marzo 1947, quando davanti alla Prefettura di Messina le forze dell’ordine uccisero tre manifestanti. La folla era scesa in piazza per protestare contro il rincaro del pane e degli altri generi di prima necessità e per la mancata applicazione del contratto nazionale di lavoro, che stabiliva un aumento delle retribuzioni del 15 per cento. Aumento che ovviamente a Messina non era stato neanche preso in considerazione. Il mancato adeguamento dei salari e l’aumento degli alimenti base del proletariato avevano fatto arrivare la tensione alle stelle.

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Il 7 marzo il sindacato, allora esisteva solo la Cgil pur con le componenti interne che poi diedero vita prima alla Cisl e poi alla Uil, organizzò una manifestazione davanti al Palazzo del Governo alla quale presero parte migliaia di persone. Nonostante la folla fosse disarmata le forze dell’ordine fecero fuoco uccidendo tre persone: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni, il manovale Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni.

Il 10 marzo fu il giorno dei funerali. A piazza Cairoli, cuore della città, ottantamila messinesi aspettarono in silenzio il passaggio dei feretri di Giuseppe Maiorana e Biagio Pellegrino, mentre Giuseppe Lo Vecchio era agonizzante in una corsia dell’ospedale “Regina Margherita”. Le bare sfilarono avvolte nel tricolore e nelle bandiere rosse. Su quella di Biagio Pellegrino qualcuno depose il pezzetto di pane che gli era stato trovato in tasca il giorno dell’eccidio.

Dopo la commossa e corale commemorazione popolare, si aprì il capitolo giudiziario e processuale lungo e doloroso che si concluse con l'assoluzione dei carabinieri e dei polizziotti per non aver commesso il fatto. Sentenza confermata anche in Appello rtestando un fatto solo accidentale...

 

 

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