Messina, 10 GIUGNO 1942. ANNO XX... Ero Balilla.

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di Giuseppe Salemi

La IV Festa della Marina nei ricordi di un quindicenne.

Il calendario ricorda San Pantaleone Vescovo di Crema, i giornali ricordano il II anniversario di guerra, il regime fascista ribadisce la sua fede nell’immancabile vittoria, il C.R.E.M. solennizza la sua festa nazionale, il Comando Difesa Militare Marittimo della Sicilia celebra a Messina la IV giornata della Marina, il Sottosegretario di Stato, Ammiraglio Riccardi, dichiara che, malgrado le perdite subite, le nostre Forze navali hanno accresciuto la loro potenza e imposto al nemico la loro iniziativa (sic!).

I Marinai d’Italia dissentono, i cittadini annuiscono, il Console di Dio, (leggasi l’Arcivescovo Angelo Paino), ora pro nobis.
Personalmente, ignaro della manifestazione militare che sta per essere celebrata in Piazza Municipio, ma non insensibile all’entusiasmante richiamo delle canzoni diffuse dagli altoparlanti della Casa Littoria, mi avvio verso quella fonte musicale, cadenzando i miei passi con la nota “Canzone dei sommergibili” (sfiorano l’onde nere nella fitta oscurità…) e quella di Dalmazia (Popol d’Italia avanti, avanti, bagna nel mar le tue bandiere… Dalmazia, Dalmazia cosa importa se si muor…!).

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Giunto baldanzosamente in Piazza Municipio rimango però colpito dalla presenza di un pubblico adulto che con la sua compostezza mi fa subito capire che la manifestazione che sta per svolgersi non è una rumorosa festa goliardica, ma una cerimonia militare in onore dei marinai caduti o feriti durante la guerra in corso.

Superato l’attimo di smarrimento, decido di intrattenermi prendendo posto lungo la ringhiera del piano sopraelevato che, dal lato sud della strada, confina con la grande scalinata d’accesso al Palazzo Podestarile. Lì, in attesa della cerimonia, dò uno sguardo panoramico all’ambiente che mi circonda e, in primo luogo, al Gran Mirci.

Dell’edificio osservo rapidamente i pochi paramenti costituiti dalla grande bandiera sabauda stesa dal piano superiore al centro del pentaloggiato, dai funerei tappeti guarniti di fascio littorio e merletti giallo-mortuario e penzolanti dalle finestre laterali. In assenza di altri decori osservo le nude vetrate accuratamente tappezzate di nastri adesivi ferma-schegge, come prescritte dalle norme U.N.P.A.
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Rivolgendo lo sguardo alla Piazza noto la presenza di una nuova bandiera, quella nipponica del sol levante della piccola butterfly.
Mentre continuo ad ascoltare il brusio del pubblico presente, ritorno per un attimo indietro nel tempo e mi rivedo nella medesima piazza, immerso insieme a mio padre, nella grande adunata fascista del 10 agosto 1937. In un battibaleno rivedo “l’Uomo più grande del mondo” che dal palco a forma di nave annunzia al popolo fidente: “Fra due anni non dovranno esistere più baracche a Messina”.

Tra gli “evviva” e i “Duce, Duce”, riascolto la tremula voce dell’anziano baraccato che mi sta accanto che, rivolto all’Uomo vestito di bianco, dice “U Signuri a Tia t’havi a dari tanta saluti!”.
Allo scadere dell’attimo fuggente, rivedo ovviamente i gerarchi in orbace, col giummo e senza giummo, col cinturone e la sciarpa littoria e ancora mio padre che, in attesa del sol dell’avvenire, indossa per la prima volta la Camicia Nera co li beli braghi bianchi… senza li palanchi!

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La cerimonia della Marina in Piazza Municipio

Tre squilli di tromba seguiti dalla Marcia Ammiraglia eseguiti dalla Banda musicale della R. Marina, salutano l’arrivo del Comandante della Difesa Militare Marittima della Sicilia, Ammiraglio Pietro Barone, e delle autorità italo-tedesche al seguito.
La cerimonia inizia con la rassegna dei Reparti militari schierati lungo la linea che da nord a sud delimita la Piazza dalla via Garibaldi.
Subito dopo, al tavolo cerimoniale presidiato da Carabinieri in alta uniforme, alla presenza delle autorità convenute, l’Ammiraglio Comandante, tra la commozione generale, procede alla consegna delle ricompense al valore ai rappresentanti dei marinai caduti e a quelli presenti, leggendone le motivazioni.
Ultimata la cerimonia, la giornata si conclude con la rituale parata militare aperta dalle note dell’Inno germanico, martellate dal Bannerträger della Musikkapelle e chiusa dalla Ammiraglia della Marina intonata dalla Banda del C.R.E.M.

Per la storia cittadina:

La IV Giornata della Marina a Messina va ricordata come ultima manifestazione militare fatta a Messina durante la II Guerra Mondiale; un’austera cerimonia coraggiosamente svolta a ridosso di una settimana di violentissimi bombardamenti inglesi che, in corrispondenza con la Battaglia della Sirte, misero nel 1942 a ferro e fuoco la Città e il suo patrimonio boschivo.
Le foto che in questa breve nota la documentano, mi sono state gentilmente donate nel 1952 da un modesto cultore che ha voluto conservare l’anonimato. Esse, oltre a documentare la IV Festa della Marina a Messina, illustrano pure l’interessante giornata vissuta da uno scalpitante quindicenne in cerca di emozioni!

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