Quaderni messinesi 6 - Dedicato a mia Madre

di Egidio Bernava


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Avevo tempo, tanto tempo, il corona virus me lo permetteva e così mi metto a sfogliare i quaderni di mia madre Nerina Puglisi. Sfogliandoli trovo questa poesia sul "Pescestocco": 

 

  • Chi lo chiama stoccafisso
    e a Venezia baccalà,
    ma il suo nome, o vulgo sciocco,
    è da sempre pescestocco.

    Una volta era merluzzo,
    poi essiccato tra le brume
    con i venti norvegesi
    fu tra i cibi più contesi.

    Crudo a pezzi in insalata
    con prezzemolo e limone,
    olio, pepe nero e sale,
    tu lo mangi e non stai male.

    Lesso, in umido, arrostito,
    al tegame o con piselli,
    fritto, al forno o cotto in bianco,
    lo divori e non sei stanco.

    Ma se poi vuoi fare un pranzo
    veramente luculliano,
    assaporalo alla ghiotta
    in porzione non ridotta.

    Metti insieme al pescestocco
    la conserva e la cipolla,
    metti sedano e patate.
    Che mangiate prelibate!

    Con i capperi e le olive
    ti rigenera il palato.
    E' la ghiotta la regina,
    il vessillo di Messina

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