Messinaierieoggi.it Filippo Juvarra

Filippo Juvarra

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Filippo Juvarra

Settimo ed ultimo figlio del vecchio argentiere Pietro e della seconda moglie Eleonora Tufuris, Filippo Juvarra nasce il 27 marzo del 1678. Già in età precoce dimostra un grande amore per l'arte e frequenta il seminario messinese, presso il quale sarà ordinato sacerdote all'età di 25 anni. Studia da autodidatta i trattati di architettura e lavora nella bottega paterna realizzando raffinatissimi capolavori di arte orafa e argentiera, fra i quali un calice (1695), otto candelieri (1698) e altri due di gigantesche dimensioni e pregevole fattura  (1701) per il Duomo di Messina; due ostensori per la chiesa delle Giummarre a Sciacca (1697) e per quella di San Giorgio a Modica (1700).

Fino al 1703 rimane a Messina, dove realizza alcuni apparati festivi in onore di Filippo V di Borbone. L'anno successivo parte per Roma dove la sua attività è febbrile: vince il primo premio nel concorso clementino; disegna e progetta interventi architettonici; compone un volumetto di " pensieri scenici "; realizza interventi scenografici nel teatrino del cardinale Ottoboni e nel Teatro Capranica; progetta la facciata in San Giovanni in Laterano; viene eletto accademico di merito nella prestigiosa Accademia di San Luca.

Nel 1705 è a Messina, a causa della morte del padre, e, dopo un breve viaggio a Lucca per progettare ville, fontane e il Palazzo Pubblico, si trasferisce a Torino. Qui viene nominato "primo architetto civile"  al servizio dei Savoia e, dal 1715 al 1734, conferirà alla città la dignità architettonica, urbanistica e monumentale di "capitale europea". Fra le tante realizzazioni torinesi, le facciate delle chiese di S. Cristina e S. Carlo; il grande complesso della Basilica di Superga; la facciata  e lo scalone di palazzo Madama; la palazzina reale di caccia di Stupinigi; il palazzo del Senato Sabaudo.

Nel 1735 parte per Madrid dove progetta il nuovo Palazzo Reale e cura la sistemazione delle residenze reali. E qui morirà, precocemente, il 31 gennaio 1736.

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