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I festeggiamenti a Messina in onore di Luigi Rizzo
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Vincenzo Caruso

“Oggi è domenica… Messina è tutta illuminata stasera per i festeggiamenti a Rizzo... La linea del Viale illuminata fa di qui un grande effetto…”.
Così Giacomo Matteotti, arruolato nella  97a Compagnia del 4° Reggimento Artiglieria da Fortezza, di stanza a Messina nel periodo che va dall’agosto 1916 al Marzo del 1919, con la qualifica di goniometrista, descriveva dagli spalti della Batteria Monte Gallo, in una lettera indirizzata alla moglie, il Viale S. Martino, illuminato a festa per i festeggiamenti in onore i Luigi Rizzo, domenica 21 luglio 1918.

Messina infatti, si preparava ad accogliere l’eroe di Premuda e a tributare gli onori dovuti a chi, con la sua audacia, aveva inferto un colpo durissimo all’odiata Austria, riscattando l’onta di Lissa.
Nei mesi precedenti, la Gazzetta di Messina e delle Calabrie si era fatta promotrice di una sottoscrizione per una raccolta fondi finalizzata alla realizzazione di una medaglia d’oro da conferire al grande Comandante. 

In poco più di un mese, la somma necessaria fu presto raccolta grazie alle donazione di semplici cittadini, ma anche di personalità civili e religiose e di Istituzioni, come la Banca Commerciale Italiana, i Municipi della provincia, la Società Messinese dell’Impresa elettrica.

Il Comitato d’Onore

Come è consuetudine in queste particolari ricorrenze, fu costituito un apposito Comitato per organizzare i festeggiamenti, del quale facevano parte Autorità e personalità cittadine e della provincia; con un intenso lavoro di propaganda, il Comitato si prodigò per rendere l’accoglienza degna dell’importante ospite e delle tradizioni patriottiche, di cui Messina aveva già dato prova.

L’opera del Comitato si orientò, non solo alla cura dei particolari della cerimonia d’onore, ma soprattutto a promuovere entusiasmo e coinvolgimento nella popolazione.
“Come l’eroe greco Leonida, come l’eroe italiano Garibaldi, Luigi Rizzo ha obbedito alle leggi della Patria.
La Patria gli ha ordinato di vincere o morire. Egli ha obbedito ed ha vinto!

Messina lo saluterà con la commozione riverente della sua grande anima, con l’orgoglio delle sue memorie, rinnovate dal sereno e meraviglioso ardimento del suo eroico figlio”.
Per il giorno dell’evento, domenica 21 luglio, ogni casa, ogni baracca, anche la più umile, fu invitata ad esibire un segno di festa e di omaggio; da ogni finestra tutti i messinesi furono esortati a far sventolare il tricolore e a lanciare un fiore che testimoniasse a Luigi Rizzo l’affetto e segni di benedizione da parte di ogni abitante.
Inoltre, il Comitato si fece promotore della richiesta di autorizzazione per il lancio di volantini mediante il sorvolo di idrovolanti, provenienti dalla base di Milazzo.
Ed ecco i nomi di coloro che per mesi lavorarono senza sosta all’organizzazione della grande manifestazione.

Comm. Antonio Martino, Sindaco di Messina,On. prof. Francesco Durante, Senatore del Regno,On. prof. Francesco Todaro, Senatore del Regno.
Onorevoli Deputati: Giacomo Mondello, Giuseppe Toscano, Giuseppe Paratore, Giovanni Antonio Colonna Di Cesarò,  Marchese Ugo di Santonofrio, Salvatore Sciacca Giardina, Giuseppe Faranda, Generale A. Di Giorgio, S. E. Grande Ufficiale Michele Landolfi Primo Presidente della Corte d’Appello, Comm. Alberto Chabron Procuratore Generale Corte d’Appello, Tenete Generale Guglielmo Lang Comandante della Difesa Marittima, Capitano di Vascello Adolfo Vedel Delegato della Marina Francese presso la Difesa Marittima, Prof. Ludovico Fulci Presidente del Consiglio Provinciale, Cav. Guglielmo Bellini Intendente di Finanza, Prof. Comm. G. B. Rizzo Rettore dell’Università, Dott. G. S. Puleio Presidente Camera di Commercio, prof. Tommaso Cannizzaro, Prof. Giovanni Alfredo, Comm. Prof. Emanuele Carnevale, Comm. Prof. Giuseppe Oliva Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, On. Giuseppe Valentino Sindaco di Reggio Calabria, Natale Puleo Regio Commissario del Comune di Milazzo, Ignazio Accordino Sindaco di (?), Avv. Cav. Paolo Ciappa, Avv. Giovanni Caprì, Prof. Giuseppe Campagna, Avv. Cav. Giuseppe Ciraolo, Rag. Michel Cianpolillo, Renato Crisafulli Presidente Ass. Universitaria, Tommaso De Francesco Comandante Delfino, Cav. Giovanni De Agostino, Ing. Cav. Giacomo Donato, Cav. Alberto Di Niscia, Cav. Giovanni Donato, Prof. Aldo Finzi preside dell’Istituto Nautico, Cav. Pasquale Di Bella, Cav. Giuseppe Ferraù, Dott. Domenico Faucello, prof. Francesco Paolo Fulci, Cav. Vincenzo Famà, Cav, Crisostomo Greco Sciacca, Barone Andrea Gordone, Giuseppe Gugliandolo, Avv. Ignazio Geraci, Rag. Filippo Gullì, Cav. Labbate, dott. Placido Lauricella, Carlo Livolsi, La Maestra Alberto, dott. Paolo Lombardo Pellegrino, Avv. Pier Guerardo Macrì, Marchese Mauro Sigismondo, Avv. Antonino Macrì Pellizzeri, prof. Filippo Mandalari, Prof. Ettore Miraglia, dott. Milio, Avv. Alessandro Mantica, Cav. Enrico Mollica, Avv. Luigi Minissale, Cav. Michele Orlandi, Gennaro Passalacqua, Cav. Francesco Penso, Cav. Gustavo Penso, Avv. Alessandro Pisani, Comandante Gaspare Russo, Avv. Ignazio Russo, Avv. Cav. Giuseppe Stancanelli, Comm. Paolo Savoca, Prof. Salini, Cav. Francesco Saccà, Giovanni Schepis, Ing. Saro Tricomi, Avv. Antonino Tripodo, Comm. Carmelo Trombetta, Giovanni Valentino, Ing. Vincenzo Vinci.

Il Grand Hotel Regina Elena,ricostruito in legno dopo il terremoto, 
dove alloggiò Luigi Rizzo
Il programma

Più volte riportato sui giornali, nei giorni preparatori al giorno della festa, al fine di un totale coinvolgimento della popolazione, il programma si presentava alquanto articolato.
Ore 8.30 – 9.00 - Riunione delle rappresentanze, Società, Scuole, Autorità in Piazza Roma (Stazione Ferroviaria).
Ore 9.30  - Arrivo del Comandante Rizzo.  Formazione del grande Corteo che sfilerà per via Palermo,  viale S. Martino, via Salandra, viale Venezia e sosterà davanti al Grand Hotel Regina Elena, dove il Comandante Rizzo prenderà alloggio.
Ore 11.30 - Ricevimento al Grand Hotel Regina Elena delle rappresentanze cittadine e di quelle venute dalla provincia.
Ore 18.00 - Convegno di tutte le Autorità, Sodalizi, Scuole, rappresentanze, nella grande piazza circolare antistante gli edifici della Provincia e delle RR. Poste.
Ore 18.30 - Discorso dell’Avv Comm. Luigi Fulci, Solenne Cerimonia per il conferimento della medaglia d’oro che il popolo messinese ha decretato di offrire all’eroe di Premuda.
Dopo l’inno di Mameli eseguito dalle bande militari dirette dal valente M.° Giuseppe Cuscinà, consegna al Comandante Rizzo di un’artistica pergamena realizzata dal prof. Spagnolo e conferimento dal Sindaco Comm. Antonio Martino, della cittadinanza onoraria, come deliberato dal Consiglio Comunale e della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Ore 21.oo - Concerti in piazza Cairoli e spettacolo di Gala in onore della Marina Italiana al Teatro Mastroieni.
I preparativi

Nei giorni precedenti, la Gazzetta di Messina e delle Calabrie, annunciò quotidianamente i preparativi della cerimonia e i dettagli del programma. Per la particolare occasione, la Prefettura autorizzava l’apertura dei negozi e la vendita regolare dei prodotti, con l’invito ad addobbare le vetrine e a tenere le luci accese per dare maggiore solennità ai festeggiamenti.

È da notare che, proprio in quel periodo, era in vigore il “Bando per l’Oscuramento” della Piazzaforte Messina-Reggio Calabria, allo scopo di impedire l’avvistamento di obiettivi sensibili da parte di navi corazzate e veicoli nemici, in transito nello Stretto. Malgrado questa restrizione, la Prefettura emanò per quella particolare occasione una disposizione che autorizzava in via del tutto eccezionale, l’illuminazione del viale S. Martino.
Per rendere più agevole l’affluenza della popolazione e dare maggiore solennità all’evento, la Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato attivò dei treni speciali con partenza da Giardini e da Milazzo. Lo stesso fece la Società Anonima Tranwais Siciliani che mise a disposizione corse speciali da Barcellona, Mili, Giampilieri e Granatari con capolinea Piazza Cairoli.

L’Ufficio Annona, comunicò la distribuzione straordinaria, per il 21 luglio, di 400 g. di pasta, 200 g. di riso  a persona, da ritirare presso gli esercenti mediante l’esibizione degli appositi tagliandi. Tutte le trattorie ebbero diritto in quel giorno ad una triplice razione di pane e ad una adeguata quantità di carne e pesce.

Il Comandante Luigi Rizzo
L’arrivo a Messina

Il Comandante Luigi Rizzo arrivò a Messina il 20 luglio, a bordo di una motovedetta, accompagnato dall’Ammiraglio Del Bono, Ministro della Marina, in rappresentanza del Governo, insieme all’Aiutante di Bandiera, Tenente di Vascello Fioravanzo, e al Segretario Particolare Capitano Commissario Sig. Pietrangeli. Del gruppo facevano parte gli Onorevoli Colajanni e Paratore.
Sbarcati alla Difesa Marittima, gli illustri ospiti furono accolti dal Comandante dei Servizi Marittimi della Sicilia, Marchese Genoese-Zerbi, con tutti gli Ufficiali e le Autorità.
Commovente fu l’abbraccio tra Luigi Rizzo e la madre, venuta apposta da Milazzo con gli altri figli.
Dopo la cena offerta dagli Ufficiali, alla quale presero parte il Prefetto Masi e le Autorità, verso le 23.00, il Comandante Rizzo, accompagnato dalla madre e dai fratelli, si diresse in automobile verso Milazzo.
Cronaca della Cerimonia
DELIRIO DI ENTUSIASMO DEL POPOLO DI MESSINA

Per le glorie di Luigi Rizzo e della Marina Italiana un corteo di 100.000 persone attraversa il Viale S. Martino
Così la Gazzetta di Messina titolò l’edizione del lunedì seguente, in cui documentava la cronaca della cerimonia domenicale, inneggiando all’eroismo di Luigi Rizzo, vendicatore di Lissa e di Caporetto.

La splendida giornata di sole contribuì al tripudio di colore delle bandiere e degli arazzi che sventolava no da ogni finestra e da ogni terrazza.
Le vie principali, le traverse, da Miracoli a Giostra avevano l’aspetto delle grandi occasioni e delle feste patriottiche; il tricolore sventolava insieme alle bandiere delle Nazioni Alleate.
Piazza Roma, sin dalle ore 8.00, cominciò ad affollarsi di studenti, associazioni, istituti, municipi, enti e società trasportati dai treni e dai tranwais, provenienti da ogni parte della provincia.

Le musiche del 3° Rgt Fanteria e del 4° Rgt. Artiglieria, della Società Operaja, intonavano gli inni nazionali e degli Alleati, suscitando grande entusiasmo nella piazza.
Nella sala d’aspetto di Prima Classe della Stazione, le Autorità Cittadine e le personalità cittadine attendevano l’arrivo dell’eroe. Tra essi erano presenti il Prefetto Masi col Capo di Gabinetto, il Barone Grasso, il Generale Lang, Comandante della Difesa e il Marchese Genoese-Zerbi, Comandante dei Servizi Marittimi della Sicilia, le Autorità Militari, il Sindaco Martino con numerosi Consiglieri Comunali, molti Onorevoli deputati, il Preside dell’Istituto Tecnico e Nautico, il Prof. Aldo Finzi, Preside dell’Istituto Nautico, i Direttori delle Scuole Tecniche Antonello e Juvarra, il delegato di Ernesto Nathan Gran Maestro della Massoneria, il Sindaco di Reggio Calabria con alcuni assessori, il R. Commissario di Milazzo.
All’arrivo del treno in stazione, un fragoroso urlo di entusiasmo si alzò imponente, aumentando di volume alla comparsa di Luigi Rizzo che si affacciò dal finestrino. Appena sceso, centinaia di braccia si stesero per stringerlo e abbracciarlo.
Festeggiatissima fu la madre, circondata e riverita dalle Autorità.
Appena Rizzo apparve nella Piazza, la folla andò in delirio e cominciò ad agitarsi e ad ondeggiare nella disperata ricerca del suo volto, gridando a gran voce “Viva Rizzo! Viva la Marina Italiana!”.
Al tentativo del Comandante di salire a bordo della vettura, messa a disposizione del sig. De Pasquale, un gruppo di cittadini guidati da Gaetano di Giorgio e Gaetano Canneracci, lo alzarono sulle spalle e lo portano in trionfo, facendo allontanare l’auto.
Il Corteo, con i testa le bande musicali, era composto dalla Società Operaia, un Reparto di Pompieri, il Battaglione Scolastico Marinaro, i Giovani Esploratori, il Battaglione di Istruzione pre-militare, l’Orfanotrofio Lombardo, l’Associazione Ferry-boats, le Scuole Tecniche Antonello e Juvara, Il R. Liceo Ginnasio Maurolico, l’Istituto Tecnico e Nautico, la Scuola Industriale Verona Trento, le Scuole Elementari Femminili, il Partito Repubblicano, la Scuola Normale Maschile e Femminile, la Società dei Parrucchieri, l’Ospedale Piemonte, la Lega Infermieri, l’Università, l’Orfanotrofio Bologna, la Cooperativa Peloro, la Società Operaia di Messina, Castanea, Mistretta e Roccavaldina, i Municipi di Castroreale, Giardini, Itala, Fiumedinisi, Nizza, Castelmola, Alì Superiore, Taormina, Scaletta, Roccavaldina, la Società Mattoni di S. Teresa, il Partito del Lavoro, l’Unione Garibaldina, la Società di Disegno di Castanea, l’Istituto Alessandro Manzoni e la Società della Croce d’Oro. Chiudeva il Corteo un plotone di Guardie Municipali e la musica del 36° Rgt. Fanteria.
Mentre Rizzo continuava ad essere trasportato a braccio, la folla festante dai marciapiedi applaudiva instancabile al grido di Viva Rizzo! Viva La Marina Italiana!
La madre precedeva di pochi passi il figlio, dando il braccio al Direttore della Gazzetta ed al Capitano di Porto Lentini, fiancheggiata da marinai.
Allo sbocco della via Palermo sul viale S. Martino, il colpo d’occhio diveniva imponente e il Corteo, che si ingrossava a vista d’occhio, era veramente indescrivibile.
Mentre la testa della sfilata era già al Teatro Mastroieni, la coda era ancora in Piazza Roma. La pioggia di volantini e il lancio di fiori dai balconi era inarrestabile.
Giunti davanti al Grand Hotel Regina Elena, Rizzo entrò e si affacciò poco dopo dalla terrazza, insieme all’On. Colajanni, per rivolgere il suo discorso alla folla.
"L’occhio mio si bea nell’abbracciare questo popolo, sotto questo cielo incantato, in questi giorni in cui, sui campi insanguinati della Francia, non si decidono le sorti dell’umanità, ma si cominciano a raccogliere i frutti delle sante lotte che si sono combattute e si combattono.
A questa parte di popolo italiano, venuto fuori dalle rovine sanguinose del terremoto, come il gran popolo italiano è venuto su dalle sanguinose rovine di Caporetto, lasciate che ricordi un episodio di quei giorni dolorosi, dopo il terremoto.
Interno del Grand Hotel Regina Elena dove alloggiò Luigi Rizzo
Io mi trovavo a Messina e vidi un uomo che, per ripararsi dal vento e dalla pioggia, stava nascosto sotto alcune tavole: era un superstite del grande cataclisma.
- Perché non andate via - gli dissi - fuori da queste macerie, in altra città?
- Qui c’è la mia famiglia - mi rispose - qui seppellirò i miei morti, dove era la mia casa. Di qui non mi muovo -
Col terremoto, Messina, vide il mondo civile commuoversi, mentre ci fu solo un uomo e solo un popolo (Franz Conrad, Capo di Stato Maggiore austriaco e l’Austria.
(N.d.a) che, cercando di sfruttare la nostra sventura, tentarono di invadere e saccheggiare le nostre case, i nostri averi; e quel Conrad, che ha riportato tante sconfitte, quell’Austria che era nostra alleata, in quei giorni ci volevano assalire. Ed io, in questo fatto, vedo l’indice della prepotenza che vuole soffocare la libertà.
I primi di agosto del 1914 quello stesso popolo, si unisce ad uno più prepotente (la Germania, n.d.a.) che infrangendo la pace del mondo, ci lanciava nella Grande Guerra.
Mentre il popolo nostro pensava a riedificare la città e a curare lo sviluppo economico dello Stato, l’Austria pensava brigantescamente di aggredirci.
Mentre l’Italia pensava a costruire opere civili, la Germania cannoni.
Il popolo italiano, dopo Caporetto, ha giurato a se stesso di riconquistare il perduto e di riedificare l’Italia completamente.
Ma si dice che gli eroi non debbano parlare ed io sono stanco e la mia parola non regge.
Viva l’Umanità! Viva l’Italia!”
Un urlo rispose al grido di Luigi Rizzo, mentre applausi calorosi lo salutavano.
Prese quindi la parola l’On. Colajanni. “Cittadini, conosco la vostra Messina e quindi non mi sorprende l’imponente manifestazione che oggi è sotto i nostri occhi. La Città del 1° Settembre 1847, quella città che iniziava la gloriosa rivoluzione del Quarantotto e oggi, tributando manifestazioni di affetto a Luigi Rizzo, dice al mondo, dopo 60 anni dalla vergogna di Lissa, che un solo uomo, Luigi Rizzo, vendicava tale onta”.
Al termine del discorso, le Dame cattoliche offrirono uno splendido mazzo di fiori all’eroe e il Cav. Giovanni Donato, Presidente del Battaglione Marinaro, lo nominò Presidente Onorario del Sodalizio. Seguirono quindi tanti doni da parte delle Associazioni, delle Rappresentanze presenti, del Console della Costarica, Cav. Hamilton.
Alle 13.00, ebbe luogo la colazione presso l’Albergo, offerta dal Comune, a cui partecipò anche la Stampa.
La piazza circolare ove sorgono i Palazzi delle Poste e della Provincia, era stata trasformata in un imponente anfiteatro con, sullo sfondo, il palco d’onore progettato dall’ing. Vincenzo Vinci e dall’artista D’Arrigo.
Ai due lati sorgevano due statue in gesso rappresentanti due cariatidi che sostenevano due vascelli rostrati di Caio Duilio.
Sul davanti, a lettere d’oro, erano scolpiti i nomi delle vittorie riportate da Luigi Rizzo.
A fianco del palco, sorgeva una tribuna a pagamento per il pubblico. I militari del Genio e dell’Artiglieria garantivano il servizio d’ordine, coordinato dal Questore Castellana, dal Delegato Palmisano e dal Comandante delle Guardie Municipali Escalone. Mentre il corteo giungeva nella piazza, si notavano i marinai in uniforme estiva e in uniforme grigio-verde che facevano da ala all’automobile da cui scese l’Eroe di Premuda, accompagnato dal Sindaco e dagli Onorevoli Paratore, Toscano e Mondello.
Appena apparve sul palco d’onore il pubblico esultò in un’ovazione, mentre nel frattempo arrivava, salutato dalla marcia reale, il Ministro Del Bono che saliva sul palco sul quale prendevano posto i Gonfaloni della Città di Messina, Reggio e Milazzo, unitamente ai labari delle Associazioni.
Prese quindi la parola l’Avv. Luigi Fulci, oratore ufficiale della cerimonia, che pronunciò un applauditissimo discorso pieno di riconoscenza per l’eroe, suscitando entusiasmo e commozione.
Il Sindaco Martino, rivolse quindi parole di elogio al Ministro della Marina e alla Marina Italiana, di era espressione magnifica il Comandante Rizzo.
Un applauso scrosciante accolse quindi il discorso del rappresentante del Governo, l’Ammiraglio Del Bono, il Ministro della Marina Italiana.
“Messinesi! È di grande compiacimento per un marinaio e, per sommo onore, anche Capo della Marina Italiana, esser qui tra voi per i festeggiamenti all’eroe di Premuda.
Ed è rispondente alla celebrazione delle eroiche gesta sul mare, la grandezza marinare di questa vostra città: l’antichissima Zancle dal porto falcato tenne in scacco le poderose armate dei tiranni di Siracusa.
Dal vostro porto salpava la flotta che spezzava per sempre a Lepanto, la tracotanza musulmana.
Tra voi messinesi, indomiti contro l’imperversar delle cieche forze della natura, che tante volte scossero le fondamenta della vostra città, è degna cosa celebrar l’epica impresa navale di un figlio della bella e fiera Isola.
Signori, risponde a verità l’affermare che per la vittoria in mare di Premuda e in terra del Piave, oggi la resistenza agli Imperi Centrali non si tiene più per difendersi, ma per vincere.
Le notizie che ci pervengono dal fronte occidentale ne danno conferma. Tra i tanti eroi, la figura di Luigi Rizzo balza a grande rilievo. Egli non giunse impreparato alla storia, ma addestrato attraverso difficili e perigliosi cimenti. Lo troviamo a Trieste e a Buccari insieme a tanti marinai che lo seguirono nelle sue gesta.
Viva il re! Viva l’Italia!”.
Al termine del discorso, più di mille voci intonarono l’inno di Mameli, mentre il prof. Aldo Finzi, Preside dell’Istituto Nautico portò il saluto della Scuola che si vantava di aver educato Rizzo. Anche il Comandante francese Vedel manifestò all’eroe l’ammirazione della Marina Francese.
Al termine della cerimonia, Luigi Rizzo salutò con un breve e commosso discorso i messinesi.

Il Teatro Mastroieni


Il Ricevimento al Teatro Mastroieni

Alle 23.00 il Ministro Del Bono e il Comandate Rizzo, si recarono al Teatro Mastroieni per il ricevimento in loro onore. Al loro ingresso il pubblico balzò in piedi acclamando l’eroe.
Dal palcoscenico un gruppo di ragazze della Scuola femminile intonò l’inno “Fuori gli Unni” eseguito dal M.° Arnò, accompagnato dagli applausi del pubblico presente in sala. Seguirono le esecuzioni degli inni dei Paesi Alleati, alcune poesie ed esibizioni di violino e pianoforte.
Dopo i vari brindisi, Luigi Rizzo rivolse i suoi saluti, cominciando dal Comandante francese Vedel:
“Al rappresentante della storica Francia, al Comandante Vedel che sposando una gentile donna milanese ha messo in pratica la tanto desiderata fratellanza franco-italiana ripeto le parole che gli dissi stamattina conversando amichevolmente: il gallo francese ha cantato, canta e canterà sempre per la salvezza dell’Umanità”.
Rivolgendosi poi al Sindaco di Messina, così continuò:
“Alla Città eroica del 1° Settembre 1847 che iniziò il Risorgimento italiano; all’eroica città che ha l’onore e l’orgoglio di aver eletto Giuseppe Mazzini, mando con affetto filiale un saluto di riconoscenza perenne, che nessuna parola potrebbe adeguatamente esprimere”.
Rivolgendosi al Ministro Del Bono, gli disse con voce commossa:
”Consentite Eccellenza che io esprima tutta la mia riconoscenza al Cav. Finzi, Preside dell’Istituto Nautico, che ha portato qui il saluto di quei Maestri i quali, con affettuosa cura, educandomi la mente e il cuore, resero possibile l’impresa di Premuda.
Permettetemi ancora Eccellenza, che questa Messina gloriosa, che ha oggi così solennemente inneggiato alla Marina Italiana, io mandi un fervido saluto augurale ai fratelli della nostra Armata che con fede ardente e animo impavido, sperano e attendono che suoni finalmente l’ora di gloria!
Come marinaio poi, cui le mani sono ancora incallite dalle corde delle navi mercantili, che ad onta delle insidie e del terrore portano per tutto il mondo la bandiera della Patria, sicuro d’interpretare l’animo dei modesti, ma forti, degli equipaggi mercantili, rivolgo una parola di omaggio e di riconoscenza al Ministro della Marina che, comprendendo come la vittoria non sarebbe possibile senza l’unione di tutti coloro che battono le vie del mare sotto una stessa bandiera, porse la mano alla benemerita Marina Mercantile rialzandone il morale ed affratellandola alla Marina da Guerra. Con l’animo di soldato e di italiano, grido Viva il Re,  Viva l’Italia!”.
Il giorno seguente, dopo una visita alla sua Milazzo, Luigi Rizzo salpava alle 14,40 da Messina per Villa S. Giovanni, alla volta della Capitale.

 
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