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Sulle orme dei Monaci Bizantini a Messina
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...Una gente solitaria, e mirabile più di ogni altra cosa al mondo, priva di donne, spoglia di ogni amoroso appetito, senza denaro, nella compagnia delle palme. Di giorno in giorno essa rinasce, e il suo numero si pareggia sempre grazie all'afflusso di tanti che, stanchi del vivere mondano, vengono spinti dai fluti della sorte a far propria la regola di vita di quelli.

Così per secoli e secoli vive eterna una gente in cui nessuno nasce: tanto è per loro fecondo lo scontento di vivere degli altri!
E' la descrizione di un popolo, gli Esseni, fatta da Plinio nella sua "Naturalis Historia", che si diffusero soprattutto sulla riva occidentale del Mar Morto tra il II sec.a.C. ed il I sec.d.C.Così per secoli e secoli vive eterna una gente in cui nessuno nasce: tanto è per loro fecondo lo scontento di vivere degli altri!

Nel V secolo, per sfuggire alle invasioni vandaliche,e,nell'VIII e IX secolo, alle prescrizioni di imperatori bizantini iconoclasti(Michele II e Teofilo), numerosi monaci si trasferiscono in Sicilia: certamente l'eremitismo, in questi secoli,si esprime liberamente come il monachesimo egiziano in origine, con la scelta di luoghi inaccessibili, la grotta, la capanna, la cella, o strutture semi-eremitiche e colonie di eremiti in celle distanti tra loro, per rispettare il silenzio.

San Gregorio Magno, nel suo epistolario,ci dice che nel IV secolo l'Isola e le isole minori, erano frequentate da solitari e da monaci. Ne deriva la conferma della tradizione che che i monaci basiliani si diffusero in tutta la Sicilia.

Solo con gli Svevi la chiesa romana comincia ad esigere spazio e sedi diocesane per stringere via via in una morsa le comunità religiose basiliane per costringerle alla fine del Cinquecento all'estinzione ottenuta con la chiusura del Monastero di San Salvatore di Messina..

Durante il dominio islamico il Cristianesimo sopravvisse grazie alle comunità guidate dai monaci basiliani e quando i normanni entrarono a Palermo nella Cattedrale trovarono ad attenderlo l'Arcivescovo bizantino.


 
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