(06/03/19) 8 Marzo "Giornata internazionale della donna"

La giornata internazionale della donna (comunemente defin...
Leggi tutto...

(25/02/19) Il Carnevale Messinese

Il Carnevale Messinese negli anni '60 con Carri in Fiore,...
Leggi tutto...

(19/02/19) L'eccidio delle Fosse Ardeatine

  Roma, 24 marzo 1944...per non dimenticare! L'ecci...
Leggi tutto...

(13/02/19) Storia di San Valentino

La Basilica di San Valentino a Terni - Nella teca in crista...
Leggi tutto...
Dopo il terremoto del 28 dicembre 1908...la ricostruzione
AddThis Social Bookmark Button

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

Dopo il sisma del 1908 inizia la ricostruzione di Messina sopra le macerie delle case abbattute dal terremoto. Arrivano aiuti da tutto il mondo e così si inizia a costruire le case e attività commerciali in legno che poi nel corso degli anni vengono sostituite da palazzine in cemento armato.

Oggi le uniche abitazioni del terremoto rimaste in piedi sono le case e non baracche dei ferrovieri ubicate nell'omonimo quartiere, tutto il resto è stato abbattuto questo per sfatare il detto che ancora oggi insistono baracche post terremoto.

Esclusa l’ipotesi, sostenuta da alcuni uomini politici, di ricostruire Messina in altro luogo, il 12 gennaio 1909, il Parlamento italiano deliberava la rinascita sul sito storico della città, ma con le severe prescrizioni dettate da una Commissione nominata dal governo.
L’incarico di redigere il nuovo piano urbanistico fu affidato al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Luigi Borzì, il cui progetto, sull’impronta ideale tracciata dalle linee del piano Spadaro del 1869, fu approvato alla fine del 1911.

A differenza della ricostruzione dopo il sisma del 1784, che, nonostante la distruzione di gran parte della città, non ne mutò minimamente l’aspetto, il Piano regolatore Borzì disegnava una città quasi totalmente nuova, con palazzi di modesta altezza (non più di due o tre piani, anche per quelli pubblici), lunghe strade diritte larghe 14 metri, pianta ortogonale e isolati a scacchiera. L’attuazione del piano si protrasse per trent’anni, prima sotto la direzione dell’Unione edilizia messinese, divenuta in seguito Unione edilizia nazionale; poi, dal 1922, sotto la direzione del Ministero dei Lavori Pubblici.

Il Piano Borzì manteneva l’assetto urbano della Messina pre-terremoto ma prevedeva l’ampliamento della città, con il raddoppiamento dell’area urbana verso nord e sud e lungo i torrenti cittadini. Le mura, che chiudevano Messina verso i Peloritani, vennero sostituite da una circonvallazione che delimita la città vera e propria.

Negli anni ’20 e ’30, il piano razionalista di Borzì fu snaturato dal monumentalismo di regime imposto dagli accademici della scuola romana: un’architettura a metà tra Modernismo e Classicismo, coniugata con la ricerca di una tecnologia antisismica, che potesse rappresentare solido riferimento per la normativa edilizia. Il piano Borzì, che doveva vigere per venticinque anni (approvato nel 1911 sarebbe dovuto scadere nel 1936), è durato fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso.

La Palazzata, massimo orgoglio civico e icona della città, era una cortina di imponenti palazzi in stile neoclassico, ornati da un monumentale colonnato di ordine ionico di fronte al porto e scanditi da 37 porte che mettevano in comunicazione la marina con il resto della città. L’opera fu iniziata nel 1803 dall’architetto Giacomo Minutoli, in sostituzione della precedente, di Simone Gullì, danneggiata dal terremoto del 1783.

La ricostruzione della Palazzata fu controversa e oggetto di polemiche. Il Piano Borzì non ne prevedeva la ricostruzione in quanto tra le prescrizioni della Commissione governativa, c’erano il divieto di costruire “edifici destinati ad abitazioni permanenti in prossimità della spiaggia” e l’obbligo di “una distanza di almeno 100 metri dal ciglio esterno delle banchine o dalla battigia del mare.”

La questione venne cantonata fino al 1930, quando fu bandito un concorso per il progetto di una nuova Palazzata, dimezzata in altezza e larghezza rispetto la precedente e con volumi staccati invece della preesistente cortina edilizia.


 
Indietro
copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.