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Il Cinema Olimpia

di Egidio Bernava

Erano  gli anni ’50………gli anni della nascita e del declino del “ miracolo economico”. Come per gran parte dell’Italia, anche per Messina gli anni ‘50 furono caratterizzati da profonde trasformazioni sia di ordine sociale , ma anche di ordine economico e culturale, il tutto però non cancellava totalmente i gravi danni e squilibri creati fin dal secondo dopoguerra.

Si era proiettati in un mondo nuovo, dove i vecchi-giovani o giovani già vecchi, si ritrovavano in un mondo sereno trasformandosi in imprenditori. Questi potevano avvalersi  di una grande disponibilità di manodopera a basso costo ed al contempo di una sempre maggiore circolazione di liquidità. Erano gli anni in cui si ricostruiva Messina , gli anni dell’entusiasmo e della voglia di fare.

La città pullulava di iniziative culturali e di spettacolo. A Piazza Municipio veniva costruito il teatro dei dodicimila, una struttura ad anfiteatro in legno  che ospiterà i più importanti gruppi canori e teatrali dal quartetto Cetra a Nilla Pizzi, presentati da Nunzio Filocamo e Franco Romano. La Fiera campionaria di Messina era all’apice della popolarità e negli anni sessanta noi bambini , aspettavamo con ansia lo schiudersi delle porte dell’antico chalet per immergerci in giochi, divertimenti e curiosità .

Dai primi del mese, fino a Ferragosto dalle 10 del mattino sull’unico canale Rai In occasione della ventiduesima fiera campionaria Internazionale per Messina e zone collegate trasmettevano  film d’epoca. Erano gli  anni sereni dopo la tempesta, delle fughe, della guerra, dello sfollamento per i bombardamenti. La città viveva un susseguirsi di attività imprenditoriali, erano gli anni dell’apertura dei cinema storici: Lux, Metropol, nuovo Odeon, Apollo Olimpia e tanti altri.

Ma la guerra aveva portato anche un pizzico di saggezza ed intelligenza, si era capito che bisognava  usare  moleskine gli uomini per quel che sapevano fare.

Nasceva quindi, oltre la già citata classe imprenditoriale, nel commercio:  Siracusano, Rinciari, Rotino, Garifi… Nella gastronomia (Nunnari, Borgia, dell’intrattenimento (Irrera). Una classe politica di grande livello: Ferdinando Stagno d’Alcontres, Gaetano Martino , Salvatore Pugliatti , Michele Ballo, Peppino Rescifina, Vincenzo Ardizzone , uomini che crearono la nuova Messina, fra questi menti illuminate, come Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano ebbero il compito di ridisegnare Messina, le piazze, i locali di attrazione, i palazzi che fecero epoca.

Correva  l’anno 1953 quando mio padre Salvatore col fratello Virgilio, sollecitati da un amico ed imprenditore intelligente, il rag. Giuseppe di Stefano, cinematografaro puro gestore delle sale Metropol , Garibaldi ed Excelsior, decisero di entrare in quel mondo sofisticato ed onirico del cinema, cercando uno spazio adeguato per costruire il Cinema Olimpia.

I mezzi c’erano, l’idea pure  e fu allora che Salvatore propose di rivolgersi “o patrozzu” (il padrino), avendolo cresimato appena tornato dalla guerra: Filippo Rovigo. In poco più di due anni nel dicembre 55 veniva inaugurata la moderna sala, avveniristica nello stile funzionale e nello sfruttamento degli spazi. Io in quel palazzo ci sono nato e tutt’ora ci vivo. Tutti gli angoli furono sfruttati al massimo pure a discapito della praticità. Tra sala e tribuna il cinema costava di 350 posti, diversificati anche dal costo del biglietto.

In tribuna si pagava 100 lire, in sala  70. Gli spettacoli iniziavano alle 10 del mattino e subito si capì che l’Olimpia sarebbe diventato e ricordato per molti,  come il cinema delle scappatelle da scuola. Le coppiette si sedevano nelle ultime file a sbaciucchiarsi, mentre i bambini correvano durante gli intervalli, inseguiti dalle maschere. Il cinema si riempiva con velocità, la gente entrava senza curarsi se il film fosse iniziato o meno, probabilmente, più che andare a vedere un film, si andava al cinema  come luogo di incontro.

Alla fine degli anni 50 l’avvento della televisione portò ad uno strano connubio tra la diffusione audiovisiva  e cinematografica. Al cinema si proiettava  “Lascia o raddoppia” con Mike Bongiorno ed intere famiglie, che ancora non avevano il televisore affluivano per assistere, tifare ed  impersonare i concorrenti del gioco a quiz che sfidavano la sorte. Pur non ricordando quei momenti per un semplice dato anagrafico, ricordo che me ne parlava sia  mio padre che  mio zio.

Mi  raccontavano di una sala gremita, dove la sera si incontravano gli artefici di quel sogno con Filippo Rovigo in testa .

Da quel sogno mio padre con altri quattro amici Arturo Arena (cinema Garden), Cicitto Bellamacina (cine-teatro Savoia) Giuseppe Di Stefano (cinema Metropol) ed Enzo Calveri  ebbero una grande intuizione che fu la Rassegna Cinematografica di Messina, poi affidata a Michele Ballo, presidente E.p.t. …ma quella è un altra storia.

Egidio Bernava


 
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