Monumento all’Immacolata

Realizzato ed inaugurato l’8 dicembre del 1757, il monumento all’Immacolata sorse su una piazzetta allora denominata “del Pentedattilo” e, poi, “della Concezione”, in onore della Vergine (quasi di fronte alla scomparsa chiesa di S. Nicolò sul corso Cavour, dove oggi sorge il palazzo della Provincia Regionale). Sull’antica piazza era anche ubicata la casa di Matteo Palizzi, stratigò tiranno che impose alla città esorbitanti tasse e balzelli. Giuseppe Buceti, autore anche del busto del vicerè di Sicilia don Eustachio duca di Laviefuille (1753), ideò per la sua opera un alto basamento di forma troncopiramidale adornato da angeli e da epigrafi, ispirandosi alla Vara dell’Assunta. La tradizione storica vuole, infatti, che il monumento venisse eretto quale ex voto cittadino in ringraziamento alla Vergine, nello stesso sito dove nel 1681 e nel 1738 (la Vara passava, allora, dalla via dell’Uccellatore, attuale corso Cavour) caddero dalla “machina” festiva i sei personaggi viventi posti alla sommità, quattro angeli, il Cristo e l’Alma Maria, restando miracolosamente illesi.

Danneggiato dal terremoto del 1783, il monumento venne restaurato nel 1815 e, dopo il sisma del 1908, ricollocato nella sede attuale.