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Chiesa di Santa Caterina
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Chiesa di Santa Caterina

Percorrendo la Via Garibaldi, dopo la piazza Ludovico Fulci, s’incontra la Chiesa di Santa Caterina.

La chiesa, dedicata alla Santa Vergine e Martire di Alessandria d’Egitto è stata edificata nel 1926 – 29 su progetto di Cesare Bazzani (Accademico d’Italia) e aperta al culto il 12 marzo del 1932.

Precedentemente era un antichissimo luogo di culto dal momento che in epoca romana vi si trovava il tempio di Venere.

La chiesa disposta con fronte prospiciente la Via Garibaldi, ha pianta a croce latina con una navata centrale alta mt 14,80 e due navate laterali alte mt 8,70 che inglobano il transetto.

Presenta un gusto classicheggiante con motivi desunti dall’architettura di Filippo Juvarra (il campanile, la cupola ed il prospetto timpanato sembrano realizzati su modello della Basilica di Superga) cui lo stesso Bazzani, in una sorta di omaggio all’architetto messinese, dichiarò di volersi ispirare, nonostante la preferenza per la tradizionale pianta a croce latina suggerita dallo spazio disponibile per l’edificazione, quest’ultimo corrispondeva all’incirca al sito della chiesa, dedicata alla stessa santa, esistente sino al terremoto del 1908.

 

La storia

A partire dal 1330 questa chiesa si lega a quella del Monastero di Santa Maria Valverde, situato nella contrada detta "Carrai" o Carrara" oltre le mura della città, fatto costruire verso il 1255 da una non ben identificata regina di Cipro, come si desume da una bolla di papa Alessandro IV. Secondo un'antica tradizione il monastero fu fondato da Piacenza, figlia di Boemondo principe di Antiochia. Per due volte è trasferito sempre più vicino, dentro le mura nella contrada del Paraporto. Il 12 maggio 1330, per concessione del vescovo Guidotto de Habbiatis, la Chiesa di Santa Caterina viene annessa al monastero agostiniano di Santa Maria Valverde (Gallo).


Antico portale e interno chiesa preterremoto

Le monache vivevano sotto la regola di Sant’Agostino e ciò, secondo il Samperi spiega anche il termine Valverde che si richiamava alla località della Brabanzia dove gli agostiniani avevano il loro centro più importante, dopo la cacciata dall’Africa successiva all’invasione dei Vandali.
Nei pressi della Chiesa di S. Caterina, nel XVI secolo fu collocata una fonte, detta di "Giovane con anfora", attribuita a Rinaldo Bonanno (1545-1600). L'opera attualmente si trova al museo ed è stata, recentemente, sottoposta ad un intervento di restauro.


La Chiesa di Santa Caterina anni '60

In seguito al terremoto del 1693 il monastero divenne inagibile. Cedettero in particolare le strutture del vecchio tempio di Venere, sui cui ruderi era sorto. Le suore lo fecero abbattere e su quella stessa area edificarono un nuovo monastero con interno chiesa preterremoto bella chiesa dedicata a S. Caterina d'Alessandria, a navata unica con abside semicircolare.  Una lapide collocata nella chiesa ricostruita così diceva: Questo tempio già sacro a Venere e riconsacrato a Santa Caterina Vergine e Martire, è stato ricostruito di sana pianta in questa più splendida forma l'anno 1705. L'interno fu decorato con marmi policromi a commesso. 


Interno della chiesa.

La chiesa ricca di importanti opere d'arte,  presentava una fitta  decorazione della volta con la comparsa della Santa  Vergine Caterina alla reggia;  un sobrio altare maggiore dal consueto disegno tardo settecentesco, circondato dai riquadri affrescati da Paolo Filocamo, il quadro dell'altare raffigurava Maria Valverde con a sinistra S. Agostino ed a destra San Giambattista; pareti con affreschi realizzati dai fratelli Filocamo nel 1729, scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e della vita della Santa. Nella tribuna a lato dell'altare maggiore sulla destra, la Natività, a sinistra la Deposizione del Cristo; nelle altre pareti  il matrimonio mistico di S. Caterina. 

Seriamente danneggiato dal successivo terremoto del 1783 ed in seguito ricostruito, fu gravemente scosso dal sisma  del 1908. Crollarono il tetto e parte dei muri laterali.

Interamente abbattuto per consentire la nuova ripartizione topografica urbana, l'attuale chiesa, ricostruita per volontà del nuovo Arcivescovo mons. Angelo Paino, dalla ditta Giacomo Martelli su progetto dell'architetto Bazzani, venne aperto la culto il 12 marzo 1932. La sua erezione canonica risale però all'8 dicembre 1944 ed il riconoscimento giuridico da parte dello Stato al 22 dicembre 1945.

Il 6 dicembre 1964, rettificando l'erronea precedente denominazione popolare, la chiesa fu definitivamente consacrata a Santa Caterina d'Alessandria, Vergine e Martire. Il toponimo Valverde, invece, che ricorda l'antico monastero, rimase alla piazza antistante.

Fonte Parrocchia Santa Caterina a cura di Pippo Lombardo

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