(24/10/17) La Frutta Martorana

                    La...
Leggi tutto...

(24/10/17) La notte di Halloween

La notte del 31 ottobre si festeggia la notte di Hallowe...
Leggi tutto...

(24/10/17) Antiche tradizioni per la commemorazione dei defunti

La festa dei morti  è una ricorrenza della Chiesa catto...
Leggi tutto...

(24/10/17) C'era una volta...la Festa dei Morti

Nella nottata che passava tra il primo e il due di novemb...
Leggi tutto...
Le Fortificazioni
AddThis Social Bookmark Button

 

Le antiche mura di Messina
Le strade militari di collegamento tra i forti umbertini
Due giganti a guardia dello Stretto di Messina


Forte Gonzaga
Forte Castellaccio
Forte San Salvatore


Forte Batteria Umberto Masotto
Forte Cavalli
Forte Ogliastri
Forte San Jachiddu
Forte Schiaffino
Forte Serra La Croce

Le Fortificazioni inglesi
Torre del Faro o "Peloro"
Torre Bianca o "Mazzone"

Torre "Saracena"di Ganzirri
Fortino di Pace

Le fortificazioni costituirono  il primo sistema difensivo della città in epoca medievale, con una svolta decisiva nel 1535 quando Carlo V ordinò la costruzione d’imponenti fortificazioni, essendo la città esposta ad attacchi dal mare  per la sua posizione strategica.

In pochi anni Messina divenne  un’imprendibile roccaforte che Turchi e Saraceni potevano solo guardare da lontano.

Tra il 1536 e il 1538 le fortificazioni vennero rinforzate con fossati e baluardi, e, successivamente, viene avviata la costruzione delle  nuove fortezze di Gonzaga, Castellaccio e San Salvatore.

L’insieme di queste opere trasformarono radicalmente la città e tutte le mura preesistenti furono mantenute e, nel contempo, ammodernate. Il nuovo forte di San Salvatore, edificato nella zona falcata del porto,  gli assicurò una difesa più efficace.

Nel contempo le nuove fortezze e l’ammodernamento del sistema difensivo condizionarono notevolmente lo sviluppo urbanistico, dal momento che tutte le costruzioni dovevano essere strategicamente collegate.

Agli inizi del ‘600 le mura che chiudevano Messina, sul mare, furono eliminate ed al loro posto venne edificata la “ Palazzata “ che, conservando l’impronta delle vecchie mura, dava un aspetto diverso alla città poiché i palazzi si alternavano a porte monumentali, conservando la “ Porta Reale"   costruita nel 1571 in onore di Don Giovanni D’Austria. Nel 1621, dedicata a Carlo V, venne realizzata la Porta Imperiale, che costituì l’ingresso principale di Messina a sud.

Le mura, ancora oggi in parte esistenti, sono divise in più parti a causa dei moderni fabbricati e delle vie che attraversano i torrenti  Boccetta, e Portalegni e delle brecce aperte per sistemare la Circonvallazione della città. L’esame delle mura ancora in sito, consente di capire le tecniche costruttive ed architettoniche del tempo.

Sulle colline, a ridosso della città, sorgono il Castello Gonzaga e Castellaccio, edificati per il controllo di Messina   attraverso le vallate di Camaro, Casazza e Gravitelli.

Castel Gonzaga, iniziato a costruire nel 1540 su progetto di Antonio Ferramolino da Bergamo, ha una pianta stellare irregolare con sei bastioni e circondato da un fossato.  Al suo interno,  stretti cunicoli percorrono la base dei bastioni, grandi cisterne sono sistemate nel corpo della costruzione e, sulla terrazza, sorge la cappella settecentesca, a navata unica.

Il Forte  Castellaccio controlla Gravitelli e le alture sopra San Corrado.  Sulla data della sua costruzione lo storico Antonio Bonfiglio, nel 1606, asserisce sia opera del mitico Orione; risulta  solo che, nel 1547, il viceré Giovanni De Vega lo fece ricostruire con fascine e legname. La base è quadrata con bastioni angolari.

Queste due fortezze  assicurarono alla città la copertura dai monti da qualsiasi attacco contro di essa.

La costruzione del Forte S. Salvatore inizia dopo la soppressione del monastero basiliano del S.S. Salvatore dei  Greci, che avvenne nel 1546, segnando anche l’inizio della militarizzazione della zona falcata che ancora oggi appartiene al demanio militare e in parte non accessibile.

Dopo la realizzazione della Cittadella e della fortificazione della Lanterna del Montorsoli, la penisola di  San Raineri divenne un'unica fortezza.

Forte Cavalli e Forte Ogliastri in un documentario di RAI 3 Sicilia

JavaScript disabilitato!
Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.

Gallerie fotografiche

Castello Gonzaga

Forte Castellaccio

Forte San Salvatore

I Forti Umbertini:

Forte Batteria Umberto Masotto

Forte Cavalli

Forte Ogliastri

Forte San Jachiddu

Forte Schiaffino

Forte Serra La Croce



LE NUOVE FORTIFICAZIONI DI TARDO OTTOCENTO
di
Vincenzo Caruso

Dopo l’annessione del Veneto e la liberazione di Roma, la nuova Italia entrata a gran titolo tra le nazioni europee si preoccupò di difendere i propri confini con un Sistema di imponenti fortificazioni.

Per far fronte al preoccupante clima di tensione politica fra gli Stati Europei sul finire del 1800, il Governo Italiano decise di istituire una Commissione formata da alti ufficiali dell’Esercito e della Marina, per lo studio del territorio e la realizzazione della sua difesa.

Nella probabile ipotesi di un conflitto contro la Francia e contro l’Austria, vennero fortificati i valichi alpini da nord-est a nord-ovest e tutto l’arco tirrenico, fino allo Stretto di Messina, per contrastare un eventuale attacco navale francese (la Francia era a quel tempo impegnata in una politica espansionistica verso il continente africano) e uno sbarco di truppe sulle coste che avrebbe potuto condurre alla conquista della penisola partendo da sud.

“Fino a quando saremo in possesso dello Stretto di Messina, le invasioni francesi in Africa non impediranno all’Italia di prendere la posizione che le compete nel Mediterraneo” (L. Mezzacapo).

“Qualunque siano le somme a ciò occorrenti, converrà spenderle. Nessuna squadra nemica oserebbe provocare a battaglia la nostra squadra, in un così limitato specchio d’acqua, allorquando le sponde dello Stretto fossero fortificate”  (Ammiraglio Martini).

Con queste motivazioni, le varie Commissioni che si succedettero dal 1861 al 1889, procedettero agli studi di difesa dello Stretto di Messina in funzione dell’evoluzione delle artiglierie navali che, con i loro tiri, avevano reso inservibili le fortificazioni cinquecentesche, troppo visibili e a bassa quota.

I nuovi Forti, facenti parte del Piano Generale di Difesa dello Stato (denominati talvolta umbertini perché edificati sotto il Regno di Umberto I), vennero quindi realizzati sulle colline, completamente invisibili dal mare, con terrapieni a ridosso delle murature e dotati di potenti artiglierie.

Con l’inizio della realizzazione delle strade militari, nel 1883 si diede inizio ai lavori di costruzione delle fortezze che vennero completati nel 1914 con il Forte di Sbarre a sud di Reggio Calabria..

I forti che si affacciano sullo Stretto furono armati con potenti obici da 280 mm, cannoni da 149 e da 75 mm, ad eccezione dei forti di montagna, Antennamare, Campone, Ferraro e dei Centri (costa siciliana) armati solo con artiglierie di piccolo calibro perché avevano invece una funzione di controllo su eventuali attacchi di fanteria provenienti dalla piana di Milazzo.

Il Sistema difensivo dello Stretto risulta unico nel suo genere perchè, a differenza di quelli italiani ed europei, non ha come oggetto la difesa della città, bensì lo specchio d'acqua dello Stretto, con una cinta di forti che, partendo a sud da Forte Cavalli (ex Batteria Monte Gallo), gira intorno a Messina, si estende a nord fino a Punta Faro, attraversa il mare e ritorna a sud, sulle colline della costa calabra, fino a Reggio Calabria.

Passati all'Agenzia del Demanio, alcuni Forti tra quelli della sponda siciliana, sono stati dati, in  questi ultimi anni, in concessione ad Associazioni, Cooperative sociali ed Enti (come l'Azienda delle Foreste Demaniali) che, costituitisi in Coordinamento, li hanno resi originali attrattori turistici grazie alle attività culturali che vengono svolte all’interno durante l’anno.

ELENCO DELLE OPERE FORTIFICATE DELLO STRETTO

Costa siciliana

Monte Gallo (Cavalli)

Pietrazza

Ogliastri

S. Jachiddu

Serra la Croce

Puntal Ferraro

Campone

Centri

Polveriera (Masotto)

Giulitta (Schiaffino)

Antennamare

Mangialupi

Menaja (Crispi)

Spuria (Posto Semaforico))

 

Costa calabrese

P. Pignatelli

Matiniti Sup. (Siacci)

Matiniti Inf

Telegrafo (Beleno)

Catona

Arghillà (Gullì)

Pentimele N. (Pellizzari)

Pentimele S.

Sbarre

 

Tra le 22 fortezze dello Stretto, otto di quelle messinesi sono state restituite alla collettività:

Forte Cavalli sede di una Base scout e del Museo Storico sulla Fortificazione Permanente dello Stretto di Messina

Forte S. Jachiddu sede del Laboratorio di Educazione all’Ambiente e di importanti progetti e corsi di formazione ambientale.

Forte Puntal Ferraro sede del Parco dei Daini gestito dall’Azienda delle Foreste Demaniali

Forte Campone importante crocevia naturalistico

Forte Serra La Croce, centro di accoglienza giovanile e sede di mostre ed esposizioni

Forte dei Centri, ospita un’enoteca ed attività di agriturismo

Forte Ogliastri, incubatore sociale con attività svolte dalle scuole del quartiere e una splenda terrazza sul mare.

Forte Pietrazza, sede di attività sociali.


 
Indietro

AMAZON

copyright 2011 messinaierieoggi - Testi e fotografie di Pippo Lombardo
grafica sito web by mindtheSign

Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul nostro sito web. Continuando a navigare su questo sito web o cliccando su ACCETTO, acconsenti all'uso dei cookie. - Cookie Policy.

Accetto l'utilizzo dei cookies su questo sito.